Sulla mulattiera lungo il fosso di Castellone fra torri e chiese romaniche

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FERENTILLO – In questi giorni di ottobre,  dove le temperature ancora ci permettono di effettuare escursioni in Valnerina, luoghi magici per la storia e la conoscenza di  centri  singolari, ricchi di chiese grandi e piccole, rocche e torri; un panorama mozzafiato ce lo offre la Valle del fosso di Riti nel territorio di Ferentillo.

Ferentillo-Precetto: Rocca di Sacrato XII secolo

Un percorso che dalle alture del Salto del Cieco, discende e costeggia  il corso d’acqua,  per poi perdersi nel Nera a località Precetto. Tra le alture del Santo del Cieco, monte Berretta, Carpellone, ricche di vegetazione, fauna, ma  soprattutto, in questo periodo, nelle folte pinete funghi di ogni specie: porcini, gallucci e i  “sanguinilli“.

Quindi partiamo da Precetto, oltre al cimitero museo delle mummie (ex chiesa trecentesca di Santo Stefano), affreschi del XV secolo raffiguranti votivi con Madonna col Bambino e un San Bernardino di influenza umbro – abruzzese.

Ferentillo-Precetto: chiesa di Santo Stefano XVI secolo

Nella chiesa superiore del 1500,  affreschi del XVI secolo Perino Cesarei e tele di scuola Marattesca del XVIII secolo Giuseppe Rosi, Nicola De Amicis; Fonte battesimale in pietra del XVI secolo con stemma di Alberico Cybo Malaspina.

La rocca del 1190, che domina con la sua torre pentagonale l’abitato, fa parte dell’antico castello di Sacrato. Il nucleo antico, a forma trapezoidale, presenta ancora le mura merlate con bastioni angolari muniti di camminatoi. Si possono scorgere ancora le due porte di accesso come “Porta Saracena” con arco a tutto sesto, realizzata in cugni di pietra, e la “Porta di valle” ancora inserita nel nucleo altomedievale tra vicoletti a ventaglio e bastioni. Il sentiero  si snoda sopra la stessa rocca, costeggia le falesie di arrampicata,  per poi tuffarsi tra gli ulivi a strapiombo sulla valle del fosso, torrente che in questo tratto prende il nome dal paese, ossia Monterivoso.

Monterivoso: Rocca e chiesa del Castello

Prima di arrivare all’abitato si incontra la diruta chiesa di San Nicola di Bari che meriterebbe un intervento di recupero urgente. Forse in origine era un piccolo eremo. Al suo interno affreschi raffiguranti una Crocifissione tra Santi, una Madonna col Bambino di scuola umbra, forse realizzati  della mano di un pittore che ha lavorato ai dipinti presso la Cripta di Santo Stefano, oltre  all’affresco sulla parete rocciosa in prossimità della Mola del Sacramento in una  Madonna col Bambino e un San Cristoforo.

Su  una stradina, costeggiata da ulivi e lecci, si giunge al paese di Monterivoso.

Panorama del Castello di Monterivoso dal monte Carpio

La sua rocca con l’alta torre quadra, ci attende per mostrarsi in tutta la sua originalità. Restaurata e fruibile  fino alla sua estremità. Bastioni cilindrici e angolari, racchiudono quello che era chiamato Castelrivoso fino al XVI secolo. Il castello ingloba la chiesa parrocchiale di Sant’ Antonio Abate di impianto rinascimentale ma rimaneggiata nel XVII secolo. Al suo interno preziosi altari padronali, arricchiti da stucchi  e stupende tele di autori settecenteschi come quello nell’ altare delle  famiglie Fiorelli, Paletti, Pacetti,  Argenti,  Mancinelli, quest’ultimo annovera un bel dipinto della Madonna di Loreto realizzato dal pittore maceratese  Nicola de Amici n 1722.  Gli affreschi nel presbiterio  sono dei primi del XVI secolo. Sempre nel presbiterio, una pala di altare, dipinto su tavola raffigurante l’ Orazione nell’orto di Francesco  Nardini di Sant’Angelo in Vado 1560. Anche qui preziosa Croce astile processionale, sbalzata e dorata. Ottimo gioiello di oreficeria artigianale del XVI secolo di scuola sulmonese. Il campanile domina la vallata con le melodiose  campane suonate ancora a mano dai campanari. Uscendo dal paese e inerpicandosi tra tornanti in mezzo agli ulivi si giunge al paesino di Colleolivo, tra le penne rocciose e il singolare profilo del monte Sant’Angelo. La chiesetta, dedicata a San Michele Arcangelo, sulla collinetta, romanica con campaniletto a vela. Al suo interno accennati dipinti. Depretato nel corso degli anni, la chiesa meriterebbe una rivalutazione migliore.

Sul colle i ruderi del santuario  dedicato a Sant’Angelo. Discendendo, sempre sulla mulattiera nel fitto Bosco, si incontra Castellonbasso. La chiesa dedicata alla Madonna del Rosario e’ stata recupera di recente. Facciata a capanna campaniletto a vela e stemma Capitolo Lateranense.  Al suo interno pochi dipinti. La tela sull’altare e del XVIII secolo raffigurante la Madonna del Rosario tra Sant’ Antonio e San Pietro con ritratto del committente. Proseguendo la strada si raggiunge località  Casale Pellini. Nella piccola vallata, la chiesa romanica del cimitero, dedicata a Sant’Andrea con tracce di affresco del XVI secolo Madonna col Bambino e sulla parete laterale Santa Lucia del XV sec. Riprendendo il sentiero, si giunge a Casellonalto. Qui  ricca d’arte, la chiesa di San Giovanni Evangelista di impianto del XV secolo  ma rimaneggiata nel XVII secolo. Facciata a capanna con oculo centrale. Campanile a vela. Sul portale di accesso stemma scolpito del Capitolo Lateranense. Al suo interno oltre all’altare centrale, quattro votivi con preziose tele del XVI-XVII secolo. La pala di altare centrale,  dipinta su tela, raffigura una Crocifissione tra Santi e la dedica: MODESTVS PRVDENTIVS FIERI FECIT. Nell’ abside, affreschi rinascimentali:  Incoronazione della Vergine tra Santi tribuibile a Cola dell’ Amatrice. Sui pilastri laterali dell’ altare maggiore due affreschi raffiguranti i Santi Sebastiano e Rocco.

Castellonato, chiesa di San Giovanni evangelista: tela del Rosario con rosarianti

Le tele sugli altari mostrano la Madonna del Rosario tra rosarianti con i Santi Domenico e Caterina da Siena, attribuita a Vincenzo Manenti.

Castellonato, chiesa di San Giovanni evangelista: tela del XVII secolo

Altra tela raffigura Madonna col Bambino tra Santi Francescani e la scritta: OC OPVS FECI FIERI PRVDENTIVM. Sul fonte battesimale, in pietra il motto e la data: EFFVNDAM SVP AQVA MUNDA ET MVNDAMINI AB OMNIVS INQVINAMENTIS VESIRIS. MDCIII. Qui si può notare al centro del paese il palazzotto gentilizio settecentesco del Cardinale Pennacchi gabelliere del XVII sec. della dogana del Salto del Cieco.

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