Maria Anna Stella a Giuseppe Conte: “Non ho mai aspettato il Natale, anzi è il periodo dell’anno più brutto per me”

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Facciamo un altro piccolo sforzo per poi ritrovarci in famiglia durante il Natale“.
Inizia così, con la citazione di questa frase del presidente Giuseppe Conte che riprende  il concetto anticipato dal ministro Di Maio, il post su Facebook di Maria Anna Stella. Autrice-attrice che collabora con il Cut di Perugia, è in tournée con  il suo Terrae motus /Motus animae. Con ironia che sa d’amaro confessa: “Non ho mai aspettato il Natale, anzi è il periodo dell’anno più brutto per me, perché devi dire tanti auguri e stare in famiglia quando in famiglia ci sto tutto l’anno. E se devo fare un regalo a mio nipote glielo faccio quando mi va.
Chiudere i teatri è un oltraggio gravissimo alla cultura e a chi lavora in ambito artistico.
Con i bar chiusi la sera, andare al cinema o a teatro in completa sicurezza avrebbe contribuito alla salute mentale e fisica delle persone.
Invece no, solo in Italia si cancella il lavoro di tanta gente in un dpcm.
Sono un’attrice e un’educatrice (così capite che lavoro faccio) che da marzo non ha ricevuto ancora nessun bonus, nonostante abbia tutte le carte in regola.
Continuerò a credere e a perseguire il teatro e l’arte DAL VIVO e SOLO DAL VIVO.
Intanto provo a fare la ‘fascion bloggher pe alzà du spicci’.
In realtà non posso fare a meno di portare avanti il mio mestiere in silenzio, nella pancia e nel cuore, sapendo che nessun bonus, nessuna restrizione, nessuna chiusura calmerà la mia sete.
P. S. Questa estate ho lavorato con i miei adorati anziani che a causa della pandemia ora sono a rischio e non ci possiamo vedere per lavorare assieme alle nostre favole. Ho lavorato con gli anziani in sicurezza, con mascherine e a distanza, a raccontarci storie perché loro, gli anziani, in tutta ‘sta storia sono solo numeri che stanno scomparendo per questo nostro Paese. In più dove vivo c’è stato un terremoto. Non serve che dica che l’aspetto umano, sociale, non viene più minimamente toccato, affrontato, supportato. No. E intanto al tg intervistano un albergatore di Courmayeur.
 Io non sono andata in vacanza, non ho fatto feste, ho solo lavorato come tanti perché ne ho bisogno.
Ciao a tutti! Dai che Andrà tutto bene!”.

Articoli correlati

Commenti