Il maestro Riccardo Muti al presidente Conte: “Teatro e musica cibo spirituale senza il quale ci si abbrutisce”

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter

ROMA – Tutte. Le raccoglieremo tutte le proteste da ogni parte e da chiunque arrivino. Il dpcm di Conte, per quanto riguarda Vivo Umbria, merita attente riflessioni affinché si arrivi a una mediazione immediata che porti alla riapertura di teatri e cinema.  Il maestro Riccardo Muti al nostro presidente del Consiglio ha cercato di far cpaire in una lettra che gli ha inviato personalmente che “chiudere le sale da concerto e i teatri è decisione grave. L’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo”. 

Questi passaggi essenziali della lettera: “Egregio presidente Conte, pur comprendendo la sua difficile responsabilità in questo lungo e tragico periodo per il nostro Paese, con la necessità improrogabile di salvaguardare la salute, bene supremo, dei nostri concittadini, sento il bisogno di rivolgerLe un appello accorato” e dopo aver stigmatizzato come espressione di “ignoranza, incultura e mancanza di sensibilità” il fatto che alcuni rappresentanti di governo avrebbero definito “superflua” la cultura, osserva che la decisione di chiudere teatri e sale da concerto “non tiene in considerazione i sacrifici, le sofferenze e le responsabilità di fronte alla società civile di migliaia di Artisti e Lavoratori di tutti i vari settori dello spettacolo, che certamente oggi si sentono offesi nella loro dignità professionale e pieni di apprensione per il futuro della loro vita

Le chiedo, sicuro di interpretare il pensiero non solo degli Artisti ma anche di gran parte del pubblico, di ridare vita alle attività teatrali e musicali per quel bisogno di cibo spirituale senza il quale la società si abbrutisce. I teatri sono governati da persone consapevoli delle norme anti Covid e le misure di sicurezza indicate e raccomandate sono state sempre rispettate. Spero che lei possa accogliere questo appello, mentre, fiducioso, la saluto con viva cordialità”.

 

Articoli correlati

Commenti