In cammino per undici chilometri alle pendici del Monte Tezio

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PERUGIA – Al principio è la nebbia ad accoglierci, poi il sole si fa spazio nel cielo, regalandoci panorami colorati mozzafiato e sprigionando il calore necessario per scaldare il corpo e gli animi. Il percorso ad anello “Alle pendici del monte Tezio” proposto dalla Guida ambientale Escursionistica Massimiliano Cremona, regala suggestivi scenari nell’arco di 11 km. Il cammino, fra campi, oliveti e vigneti al cospetto della sagoma del grande monte, non è stato faticoso, il dislivello, infatti, non ha superato i 450 metri.

Nella pace e nel silenzio di questa ampia e verde vallata, siamo giunti fino all’antico insediamento agricolo di Borgo Colognola, esistente fin dall’undicesimo secolo. Nel sito https://www.borgocolognola.it si legge: “La prima documentazione sull’insediamento agricolo a Colognola risale al catasto realizzato dal Comune di Perugia tra il 1339 e il 1361, che ne individuò il nucleo nelle case, nella chiesetta e nelle strutture agricole. Colognola nei secoli non ha sostanzialmente mutato il suo aspetto di piccolo borgo agricolo raccolto intorno alla Chiesa.

Tra il 1500 e il 1900 i terreni furono riuniti sotto un unico proprietario e l’azienda, con case coloniche, palazzo con casa padronale, molino, oratorio e corte, negli anni passò di mano in mano, fino al 1926, quando Pio Dominici si innamorò del fascino della tenuta e dell’imponenza della dimora e decise di riportarla a nuovo splendore, acquistandola da una casata di marchesi toscani. Inizialmente concepita e ristrutturata come dimora privata, ma danneggiata nel tempo dalle guerre, nel 2007 è stata restaurata tramite lavori di recupero conservativo che oggi ne hanno fatto uno degli angoli più suggestivi del territorio perugino”. Al termine della mattinata per il ciclo di escursioni “Il camminatore goloso”, ideato da Massimiliano Cremona con degustazione finale, siamo giunti all’Azienda agraria Carini dove ad attenderci abbiamo trovato la professionale Giulia Contini che ci ha illustrato le peculiarità della struttura. Circondata da centocinquanta ettari di terreno prevalentemente marnoso e arenaceo, si estendono le vigne biologiche di Sangiovese, Gamay del Trasimeno, Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay, Grechetto e Trebbiano che sono coltivate a cordone speronato o guyot. L’Azienda possiede circa 2900 piante di olive, con 4 cultivar tipiche della zona: Frantoio, Leccino, Dolce Agocia e Moraiolo. Le olive vengono raccolte dai primi di ottobre fino a metà dicembre e molite entro le 8 ore successive alla raccolta con un sistema di estrazione a freddo senza filtrazione, per conservarne la tipicità caratteristica e l’elevato valore nutrizionale. “Quest’anno la resa delle olive è poca, ma la qualità è molto alta” assicura Giulia Contini, che ci consegna anche interessanti cenni storici “L’azienda agraria di famiglia inizia la sua avventura a metà dell’800, con nonno Peppino prima e nonno Alfonzo poi, allevando vitelli e maiali, producendo per il proprio fabbisogno vino e olio di oliva, fino a quando Bruna e Armando, a partire dal 1970, iniziano a commercializzare i prodotti a livello locale.
Dal 2000, Carlo e Marco trasformano il complesso di 140 ettari, con i suoi casali e i due piccoli laghi, in una realtà capace di valorizzare il potenziale del territorio e della tradizione umbra, attraverso la produzione di vino e olio di oliva, entrambi biologici, salumi di cinta senese e formaggi pecorini. Oggi, Chiara e Luca, quinta generazione impegnat{“type”:”block”,”srcClientIds”:[“8a959225-e289-4a91-93b0-9f4bbfd0dd09″],”srcRootClientId”:””}a nel progetto, contribuiscono con nuova forza ed entusiasmo, ad idee innovative ed alla crescita dell’azienda”.

Dopo l’interessante visita abbiamo potuto degustare i prodotti realizzati con devozione e amore dalla famiglia Carini: vino e panini con salumi di cinta senese e formaggio pecorino con olive. Nonostante le difficoltà del momento storico che stiamo vivendo, l’avventura all’aria aperta e nel pieno rispetto delle norme di distanziamento, ha saputo catturare e ammaliare tutti, in tutti i sensi.

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