Quasi 4 mila operatori sanitari umbri dimenticati dalla manovra di bilancio 2021

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PERUGIA – “Condividiamo il fatto che vengano valorizzate le professioni sanitarie, come quella medica e quella infermieristica, ma non che vengano dimenticati i professionisti afferenti al nostro ordine”. E’ quanto dichiarato da Federico Pompei, neo presidente dell’Ordine TSRM PSTRP (tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitari tecniche della riabilitazione e della prevenzione) di Perugia e Terni, durante una videoconferenza del 20 novembre, alla quale – oltre al consiglio direttivo ed ai presidenti delle commissioni albo – hanno partecipato gli onorevoli Walter Verini (Pd) e Virginio Caparvi (Lega), i senatori Fiammetta Modena (Forza Italia) e Luca Briziarelli (Lega), la vice presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria Simona Meloni (Pd) ed Alessandro Beux, presidente della Federazione Nazionale Ordini TSRM PSTRP.

Un incontro chiesto fortemente da questo nuovo soggetto giudico – introdotto dalla legge n. 3 del 2018 (dal titolo “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”) – che conta in Umbria 19 albi professionali a cui afferiscono quasi 4mila operatori sanitari (circa 200mila in tutta Italia). 

Il tema oggetto dell’iniziativa è stato l’indennità di specificità inserita nella bozza della Manovra di Bilancio 2021. 

“Ci riferiamo – ha illustrato il presidente Pompei – in particolare agli attuali articoli 73 (“Disposizioni in materia di indennità di esclusività della dirigenza medica”) e 74 (“Disposizioni in materia di retribuzione degli infermieri del Servizio sanitario nazionale”) che oltre a risultare del tutto insufficienti dal punto di vista economico non fanno altro che esacerbare e polarizzare le divergenze tra le professioni sanitarie invece che rafforzarne la giusta coesione. Se appare certamente condivisibile ed auspicabile la valorizzazione di tutti i professionisti sanitari che hanno e tuttora continuano quotidianamente a sostenere e garantire il nostro Sistema sanitario nazionale nella sfida al Covid-19, risulta del tutto incomprensibile ed inaccettabile la differenziazione proposta.

“La bozza – ha spiegato Federico Pompei – prevede incentivi alla dirigenza medica con l’aumento del 27 per cento dell’indennità di esclusività, da sempre incomprensibilmente negata in modo discriminatorio ai professionisti sanitari del comparto ed una piccola e risicata indennità specifica per i soli infermieri, previo aggiornamento del contratto di lavoro. Tutti i professionisti sanitari afferenti al nostro Ordine sono completamente dimenticati, sia nella forma che nella sostanza. Non vengono nemmeno menzionati”. 

Da qui è stato richiesto un tavolo di confronto con i rappresentanti istituzionali. Tutti i presenti hanno dato la propria disponibilità a farsi carico delle istanze presentate dall’Ordine umbro lavorando insieme, maggioranza e minoranza, per presentare i relativi emendamenti. In particolar modo l’onorevole Walter Verini ha definito la richiesta “valida, condivisibile ed inoppugnabile” e ha sostenuto che “in questa fase non si può dimenticare il supporto dato da tutte le professioni sanitarie”. Pensiero condiviso dai colleghi Fiammetta Modena e Virginio Caparvi. Il senatore Luca Briziarelli, inoltre, si è impegnato a contattare il viceministro della salute, Pierpaolo Sileri, per capire se può essere corretto direttamente il testo dal Governo o, in caso contrario, a sostenere l’emendamento a firma comune. 

La vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Simona Meloni, ha dato la sua disponibilità a collaborare con i colleghi e a lavorare, a livello regionale, sulla costituzione di un fondo per le categorie escluse dalla manovra di bilancio. 

Alessandro Beux, presidente della Federazione Nazionale Ordini TSRM PSTRP, infine, è intervento portato alcuni esempi specifici di professionisti coinvolti a pieno titolo nell’emergenza covid e ha ricordato di non dimenticare i liberi professionisti che hanno garantito la continuità assistenziale.

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