Intervista a Daniele Corvi: dal bilancio di Love Film Festival 6, ai progetti per le prossime edizioni e le prospettive del cinema in Umbria

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PERUGIA – Vivo Umbria ha parlato, settimana scorsa, di alcuni degli appuntamenti più attesi del Love Film Festival 6. Oggi proponiamo un’intervista al direttore artistico, Daniele Corvi, sull’edizione appena conclusa, gli sviluppi della manifestazione, toccando anche aspetti del futuro cinema umbro.

La sesta edizione è stata realizzata, nonostante tutte le difficoltà, portando a casa un programma di prima qualità. Quale bilancio della sesta edizione a una settimana dalla fine?

Il bilancio è ottimo, neanche se l’avessi sognato sarebbe andata così bene. Questo nuovo formato che poteva inizialmente destarmi delle perplessità è stato vincente perché si è riuscita a fare una bella sintesi tra cinema, cultura e sociale. In questo ogni incontro ha potuto dire qualcosa sempre collegato al fil rouge della famiglia (il tema della sesta edizione ndr).

Hai già cominciato a pensare alla settima edizione, anche rispetto al formato online e televisivo, ci sono delle anticipazioni che puoi fornire?

La settima edizione è già in cantiere e ha già degli eventi in programma che dovevano essere in quella sesta di maggio (posticipata a novembre per l’emergenza sanitaria ndr). C’erano degli eventi di punta che ho deciso di rinviare perché di taglio popolare e dotati di una forte attrattività. La sesta edizione ha portato elementi postivi e novità che riproporremo. Vogliamo riprendere questo format televisivo e online e adattarlo alla presenza. Mi auspico, quindi, una settima edizione di nuovo con i film e con gli ospiti, magari qualche collegamento dall’estero; però la televisione e l’online devono rimanere perché possiamo arrivare a molte più persone e avere una connotazione nazionale e internazionale.

Dalla quarta edizione Perugia Love Film Festival è diventato Love Film Festival per il dislocamento della manifestazione anche ad Arezzo. Prevedi, in futuro, altre edizioni inter-cittadine?

 È molto probabile, dipende tutto dal Covid. Ovviamente il Love Film Festival settima edizione sarà a Perugia, però posso ipotizzare che il Love si sposterà anche altrove per degli spin off.

Prosegue il sodalizio con Francesca Vittoria Renda, consigliera comunale con delega al cinema e incaricata alla realizzazione dell’Umbria Film Commission. Quale collaborazione prevedi tra Commission e Festival?

Per quanto riguarda Francesca Vittoria Renda bisogna partire da lontano e arrivare ad Adriana Galgano. In passato l’onorevole è stata l’unica figura istituzionale di riferimento che addirittura portò il Festival ad una presentazione alla Camera dei Deputati nel 2017. Francesca era una volontaria e in alcune edizioni, quando non aveva un ruolo politico, aiutava spontaneamente come poteva. Questa nuova sua carica arricchisce ovviamente anche il Festival. Fino a quando non parte ufficialmente la Film Commission inutile fare programmi, quando sarà operativa vedremo cosa potrà nascere. Ma indipendentemente dalla Film Commission, Francesca è una persona molto attiva quindi senz’altro è stata e sarà un valore aggiunto di questo Festival.

 Da anni, con il Festival, cerchi di valorizzare il territorio umbro dal punto di vista cinematografico. Rispetto a quello che hai visto in questi anni, dove la regione Umbria può puntare per valorizzare il territorio e le sue risorse cinematografiche?

L’assessore Agabiti (Assessore regionale alla Cultura ndr) ha un programma molto solido per il rilancio, stavolta effettivo, cinematografico. La futura Umbria Film Commission avrà un bilancio considerevole, sicuramente un’altra cosa rispetto alla Film Commission precedente che aveva soprattutto un ruolo di supporto. Questa ha capacità di scelta operativa e può rilanciare il turismo. Poi, avvalorando e fortificando i vari festival del territorio, può anche creare un sistema virtuoso che va dalla formazione dei futuri lavoratori dello spettacolo alla produzione e poi tutto ciò che riguarda la promozione con i festival. Quindi, in base allo statuto della Film Commission, alle risorse e hai progetti che sono stati fatti, posso dire che le premesse ci sono e sono piuttosto fiducioso.

Hai toccato un punto cruciale ovvero la formazione, un possibile settore strategico nel quale investire per lo sviluppo del cinema nel territorio. Cosa ne pensi?

 Si, assolutamente perché non tutti i lavoratori dello spettacolo in Umbria hanno avuto una grande esperienza nel cinema. Qua non c’è mai stato un sistema virtuoso come in Puglia, in Trentino Alto Adige o in Piemonte. Quindi penso e confido che si possa puntare anche molto sulla formazione di giovani lavoratori dello spettacolo del cinema, mentre quelli che già esercitano possono addirittura potenziare le proprie capacità per essere più competitivi. Così, quando una produzione arriva nel territorio, trova già professionisti competenti e formati. L’idea sarebbe quella di creare, con questo, una sorta di sistema economico-virtuoso.

 

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