Dpcm e cultura dimenticata: Francesca Peppucci (Lega) ci dà speranza

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Di buon’ora stamattina su Vivo Umbria abbiamo commentato la magra figura che il presidente del Consiglio, e il ministro Franceschini per la sua buona parte, hanno fatto nell’ennesima diretta Dpcm dimenticandosi totalmente di considerare il comparto cultura; magari regalandoci una data, un semplice accenno. Spiace anche, a dire il vero, lo abbiano fatto pure i giornalisti chiamati a interloquire con il presidente Conte.  Un silenzio imbarazzante rotto però, almeno a livello locale, dalla voce che si è levata a Palazzo Cesaroni da parte della consigliera Francesca Peppucci. E dunque la segnaliamo.

Francesca Peppucci (Lega)

“Tra le questioni dimenticate dal Governo – ha rimarcato – c’è quella relativa al mondo della cultura: i musei rimarranno chiusi fino al 15 gennaio, sperando che non abbia luogo una terza ondata della pandemia. A fronte di allentamenti delle misure intraprese in vari ambiti, Conte si dimentica di un settore fondamentale in cui gravitano molti lavoratori e che, se gestito in maniera corretta, come avviene ad esempio per i centri commerciali con gli ingressi contingentati, non causerebbe pericolo di contagi. La cultura non è un fattore superfluo – afferma ancora Peppucci – ma invece uno dei principali generatori di economia per il Paese e per la nostra regione che ha una forte vocazione turistica e offre un sicuro richiamo per chi apprezza i poli culturali quanto le bellezze paesaggistiche e architettoniche. Auspichiamo che per il mondo della cultura ci sia un cambio di passo”.

Oltre  alle riflessioni pienamente condivisibili e che estendiamo a tutto il comparto, teatro, cinema, concerti, letteratura a vario titolo, l’intervento di Francesca Peppucci della Lega ci fa soprattutto ben sperare. In quanto consigliera di maggioranza e rappresentante dell’assemblea legislativa, infatti,  si può ritenere che parli anche a nome della giunta che governa la Regione Umbria. E che, dunque, ci siano idee e strumenti opportuni per intervenire almeno a livello locale, nelle forme e modalità consentite, al di là degli smemorati governanti romani.

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