Frequenze Doc: in libreria la storia di “Raistereonotte”

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Imperdibile per una certa generazione che negli anni ottanta ascoltava la radio in “certe notti” ad ascoltare buona musica e buona informazione.  Nelle librerie e sui siti online il libro è arrivato “Raistereonotte – Il libro”, a cura di Giampiero Vigorito e dei conduttori della trasmissione di Radio Rai in onda dal 1982 al 1995, Iacobelli Editore.

Con la prefazione di Carlo Massarini, il libro raccoglie curiosità, retroscena e testimonianze dei collaboratori storici che si sono alternati per 14 anni ai microfoni del programma trasmesso in diretta dagli studi di via Po 14 a Roma.

Da Renzo Arbore a Claudio Baglioni, da Edoardo Bennato a Ligabue, oltre 40 i personaggi della cultura, dello spettacolo e della musica che hanno voluto partecipare con un proprio contributo per rievocare nel libro il ricordo di un programma che ha fatto delle loro notti una dimensione dell’anima e rimane ancora oggi una intramontabile trasmissione di culto. 

“Una palestra importante per i conduttori, i giornalisti specializzati e per chiunque volesse farsi strada nel mondo della musica”.  (Renzo Arbore)

Stereonotte non ha mai tradito, non ha mai abbandonato”. (Giancarlo De Cataldo) 

Stereonotte era una ‘Zona Franca’, un luogo dell’etere finalmente poco frenetico, lieve”. (Teresa De Sio)

“Dopo i concerti e i lunghi viaggi vivevo grazie a Stereonotte un altro viaggio musicale”. (Eugenio Finardi) 

“Raistereonotte mi riporta indietro ai nostri viaggi notturni, sintonizzati sulla stessa stazione radio, dove potevamo ascoltare dell’ottima musica, raccontata da conduttori appassionati”. (Fiorella Mannoia)

“Raistereonotte proponeva una musica eccellente. Alcune puntate sono state la colonna sonora di viaggi dal profondo Sud mediterraneo fino ai confini d’Italia”. (Raiz) 

 Stereonotte è stata una trasmissione rivoluzionaria: per la prima volta la radio ‘parlava’ a notte fonda”. (Nicola Savino) 

 “Ogni volta che salivo in macchina per spostarmi Raistereonotte cercava di consolarmi”(Sandro Veronesi) 

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