Caso Frigolandia: appello a Franceschini per evitare lo sgombero firmato da Achille Bonito Oliva, Paolo Flores d’Arcais, Nicola Lagioia e Antonio Scurati

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter

Il critico e studioso d’arte Achille Bonito Oliva, il giornalista Paolo Flores d’Arcais, gli scrittori Nicola Lagioia e Antonio Scurati hanno scritto al ministro del MiBACT , Dario Franceschini, per chiedergli di impedire la chiusura di Frigolandia come invece intende fare la giunta comunale di Giano dell’Umbria che si vuole riappropriare dell’area di produzione culturale e archivio-museo di riviste storiche come Il Male e Frigidaire, gestito dal giornalista Vincenzo Sparagna e fondata da Andrea Pazienza.

La lettera aperta al ministro Franceschini

“Il Comune di Giano dell’Umbria, l’11 marzo scorso, in piena emergenza Covid ha emesso un’incredibile ordinanza di sgombero di una proprietà immobiliare affidata dal 2005, a titolo oneroso con un contratto di convenzione, a Frigolandia srl. Contro questa ordinanza Frigolandia ha presentato ricorso al Tar, ma la questione non può essere affidata alla sola disputa giuridica.

Frigolandia, idealmente la terra della storica rivista Frigidaire, ‘Repubblica della fantasia’, ‘Accademia delle invenzioni’, ‘Città immaginaria dell’Arte Maivista’, una definizione inventata nel 1985 da Andrea Pazienza e Vincenzo Sparagna, è un polo culturale della creatività, un Museo, una Biblioteca e un Archivio vastissimo che conserva, oltre a libri e riviste rare, circa quattromila opere dei maggiori autori italiani ed europei di satira, fumetto, illustrazione e arte degli ultimi decenni. Frigolandia è stata visitata negli anni da migliaia di giovani, famiglie, ricercatori e studiosi di ogni parte d’Italia e del mondo moltiplicando anche l’afflusso turistico sul territorio umbro.

La minaccia di sgombero è tanto più assurda in quanto Frigolandia non riceve contributi pubblici, paga regolarmente il canone previsto dal contratto e svolge un’intensa attività con la pubblicazione di riviste e libri, la produzione di video, l’organizzazione di mostre ed eventi culturali in tutta Italia. La scomparsa di Frigolandia distruggerebbe una delle più originali esperienze artistiche e giornalistiche europee. Significherebbe l’interruzione del suo intenso lavoro editoriale e la dispersione della Biblioteca e del prezioso Archivio, oggetto di numerosissime tesi di laurea italiane e di studi specialistici anche nella prestigiosa Università di Yale nel Connecticut. Sarebbe un danno irreparabile e un vero crimine culturale.

Signor Ministro, Frigolandia non deve chiudere. Lei che, con la recente riforma del ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha dimostrato sensibilità verso la creatività contemporanea, istituendo un’apposita Direzione per sostenere le industrie culturali e creative, non può permettere lo sgombero di Frigolandia. Si tratta di uno spazio che, oltre ad essere Museo, Archivio e Biblioteca, è pure un laboratorio vivo che dà voce a giovani scrittori, illustratori, fumettisti, fotografi, videomaker, musicisti, i quali continuano, innovandola, l’opera di quanti hanno contribuito alla sua nascita. In questo senso Frigolandia, a buon diritto, dovrebbe essere protetta come Museo, Archivio e Biblioteca, ed essere subito inserita tra i Luoghi del Contemporaneo riconosciuti dal suo Ministero”.

Articoli correlati

Commenti