Al castello degli Arroni: nella chiesa di San Giovanni Battista votivi e affreschi di scuola umbro abruzzese

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ARRONE – Nel feudo degli Arroni, nella chiesa del Castello che, da sotto la torre si affaccia sulla valle del Nera (e sullo sfondo la Cascata delle Marmore), una sosta per ammirare a San Giovanni Battista (cosi e’ dedicata la chiesa), alcuni dipinti di notevole pregio di recente restaurati.

Iniziamo subito a dire che l’edificio, sormontato dalla torre campanaria, conserva nella cella quattro melodiose campane, suonate ancora dai campanari. E’ stata edificata sulle mura castellane, esattamente in prossimità  della porta. Questa parte dell’abitato, conserva ancora inalterate le sue caratteristiche altomedievali, con i bastioni cilindrici e angolari, feritoie, archi, porte recanti caditoie e la possente torre con pusterla e orologio. Questa parte del paese, edificato sul cocuzzolo roccioso da sempre e’ chiamato LA TERRA. Ma se andiamo più indietro nel tempo, esattamente nel 1264, qui e’ ricordato (A. Fabbi) un episodio di guerra: il Re Manfredi, nell’ultimo periodo della lotta imperiale degli Svevi, aveva inviato in Umbria Percivalle Doria. Le truppe sveve insieme a quelle saracene dopo i saccheggi effettuati nel confino tra Umbria e Marche, scesero, (per raggiungere la capitale a combattere le truppe di Urbano IV e gli Angioini) nella valle del Nera portando distruzioni saccheggi e morte. Qui ad Arrone, sul Nera,  il Generale Percivalle Doria cadde da cavallo e trovo’ la morte; allora i soldati spoletini, che si erano accampati, scesero dai colli limitrofi, ossia da Montefranco e Collestatte e posero in fuga gli Svevi.

Interno della chiesa di San Giovanni Battista

Dopo questa parentesi storica,  entriamo nella chiesa. Il portale ogivale realizzato in pietra, oculo in facciata e abside poligonale; risale al XIV sec. Ad unica navata; una scala in legno si diparte sulla parete di sinistra (da chi entra), che conduce al campanile e locali. Le pareti interne, compresa l’abside, sono tutte affrescate con votivi che vanno dal XV al XVI secolo, ossia dal 1480 al 1500. Nell’ abside storie della vita e il martirio del Battista. Sono figurati Erode, Erodiate, il ballo di Salome’, il martirio del Profeta ecc.

Chiesa di San Giovanni Battista, affreschi sull’abside: storie e martirio del Profeta

Gli ex voto raffigurano Santi della tradizione popolare come i Santi Sebastiano, Rocco, l’Arcangelo Michele, Madonne col Bambino, Santa Lucia, Sant’ Antonio abate; tanti i Santi figurati con il cartiglio specifico narrante le grazie ricevute e i nomi dei committenti. Nella volta dell’arco sono figurati gli Evangelisti. Piu che luogo di culto l’edificio può essere considerato una galleria d’arte dove, i dipinti testimoniano non solo un attaccamento al luogo da parte dei fedeli, ma soprattutto una ricerca spasmodica di protezione nel divino e nei Santi considerati come rimedio per la salvezza del corpo. La continua ripetizione delle immagini ex voto raffiguranti, esempio, San Sebastiano, testimoniano le scampate epidemie che si sono protratte nel corso dei secoli.

Chiesa San Giovanni, votivo del 1486
Chiesa San Giovanni, affresco fine XV secolo

Le figure, per la maggior parte, hanno ingenuità, ma anche intensità psicologica, caratteristica dei pittori della Valnerina con influsso abruzzese.

Chiesa San Giovanni, affreschi sull’arco XV-XVI secolo

Tra i vari  ex voto riportiamo alcune scritte: Madonna col Bambino e San Sebastiano, sullo sfondo una tegola, nel cartiglio e scritto: SANTA MARIA DELLA CERQUA PREGA PER NOI ANNO GIUBILEO 1500; in un altro affresco Madonna col Bambino, in basso due angeli e la scritta: RENZA DE MARCO FECE FARE ANNO DEL SIGNORE 1486; altro affresco Madonna col Bambino con collana di corallo, la tegola appesa alla cerqua, in basso la scritta: QUESTA FIGURA HA FATTO FARE MORICONE DI GIOVANNI 1486; altro affresco ex voto raffigura un Sant’ Antonio Abate e San Sebastiano con 18 frecce sotto la scritta: PAOLUCCIO DI TOMMASO FECE FARE…

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