La società Ales che fa capo al MiBACT non rinnova i contratti ai lavoratori: improbabile la riapertura dei musei dopo il 15 gennaio

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 Ales, società nell’ambito del ministero dei Beni Culturali partecipata al 100% dal MiBact, ha comunicato ai suoi lavoratori dei servizi al pubblico dei musei che i contratti in scadenza al 31 dicembre non saranno rinnovati a seguito di “quanto stabilito dal Dpcm 3 dicembre 2020” che sospende le mostre e i servizi di apertura al pubblico di questi luoghi. Alcuni erano stati assunti da pochi mesi, altri da anni e attendevano la trasformazione del loro contratto in indeterminato. Il numero delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti non è chiaro: solo tra Pompei, Colosseo e Uffizi si arriva a oltre 60 persone che resteranno a casa, ma sono coinvolti decine di altri istituti in tutta Italia. Da Ales spa finora nessun commento sulla vicenda. Tre considerazioni.
La prima: incerta per non dire disperata  la sorte di questi lavoratori all’interno di Ales.
La seconda: non pare proprio che il MiBACT, al di là dei buoni propositi enunciati, abbia concretamente la volontà/possibilità di investire come si dovrebbe sulla cultura.
La terza: è improbabile la riapertura dei musei  dopo il 15 gennaio, sarebbe altrimenti inspiegabile la scelta di Ales di non rinnovare i contrari per solo 15 giorni di chiusura in più.

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