Così il lockdown e le feste natalizie stanno incrementando l’aumento dei rifiuti tra packaging in pattumiera e abbandono in strada

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TERNI – Il packaging non è un semplice imballaggio. Come molti altri termini presi in prestito dall’inglese, indica una branca del marketing dove il confezionamento del prodotto è solo l’ultimo step di un processo di studio che ha lo scopo di rendere gli articoli facilmente riconoscibili ai consumatori.

L’impatto ambientale del packaging è enorme: nel 2019 è stato stimato in 3 milioni di tonnellate solo in Italia. In vista del Natale, con l’aumento dei consumi, aumenta anche la portata dei rifiuti e la scelta del packaging può fare la differenza.

I rischi degli imballaggi

“Il packaging è un bene e un male, un bene perché ci guida nei nostri acquisti, un male perché una volta a casa è la prima cosa che finisce nella pattumiera.” Spiega Serenella Bartolomei, presidente di Ecologic Point, associazione ternana da sempre impegnata sul fronte della sostenibilità ambientale. Dal 2011 a oggi diverse sono state le campagne che l’associazione ha condotto per la riduzione dei rifiuti come quelle a sostegno dei pannolini lavabili, delle coppette mestruali e la “legacciola” che è l’antenata umbra della doggy bag. “Bisogna anzitutto prevenire: il miglior rifiuto è quello che non c’è, scegliendo prodotti il più possibile sfusi.” A Terni, dove recentemente ha aperto Vivo Green, il primo supermercato con prodotti sfusi e di provenienza locale con imballaggi completamente compostabili, c’è anche la possibilità di ottenere uno sconto sulla tassa dei rifiuti che viene calcolato a ogni acquisto.

L’impatto della pandemia

Lo scorso 10 dicembre è stato presentato “L’Italia del Riciclo 2020” il rapporto annuale sul riciclo e il recupero dei rifiuti realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Fise Unicircular. Quest’anno oltre all’analisi delle diverse filiere del riciclo, una sezione è stata dedicata all’impatto della pandemia e del lockdown. Nei primi sei mesi del 2020 si è registrato un incremento dei rifiuti di imballaggio: +2% per il vetro, +4% per la plastica, +10% per carta e cartone e +14% per l’acciaio. Sono calati invece i conferimenti degli imballaggi in alluminio (-10%) e legno (-5%). “Nel corso degli ultimi interventi ci siamo resi conto di quanto la pandemia abbia contribuito a generare una presenza ancora maggiore di rifiuti per strada. Con l’obbligo delle consumazioni d’asporto è avvenuta una enorme diffusione di materiali che finiscono non solo nei cestini ma anche nelle aiuole e negli spazi pubblici.” Racconta Marco D’Amore, referente del gruppo civico “Mi Rifiuto” che da tre anni porta avanti un’opera di sensibilizzazione riguardo ai rifiuti e organizza interventi di pulizia nei quartieri di Terni. “Spesso in strada si trovano anche rifiuti pericolosi e speciali che noi riusciamo a recuperare grazie alla collaborazione con l’Asm e con il Comune di Terni

Come fare una differenziata corretta

Oggi è più importante che mai adottare uno stile di vita rispettoso dell’ambiente, partendo dalle piccole abitudini quotidiane come quella di fare la spesa e di fare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti. L’Asm, l’azienda del Comune di Terni che si occupa della raccolta dei rifiuti, fa sapere che durante le feste la raccolta si è svolta regolarmente anche nei giorni del 25 e 26 dicembre. Molti però possono essere i dubbi dei cittadini sul corretto conferimento dei rifiuti. A Terni, dove da anni la raccolta si fa porta a porta secondo un calendario specifico per ogni circoscrizione, l’Asm  ha messo a disposizione un “Abecedario della Differenziata” scaricabile qui.  Inoltre c’è Junker, l’app che scansionando il codice a barre dei prodotti (finora ne sono stati censiti oltre un milione e mezzo) direttamente dallo smartphone, indica in quali bidoni vanno gettati a seconda della propria zona.

L’impegno delle aziende del ternano

La produzione di plastica, stando ai dati Onu, non accenna a diminuire, passando dai 15 milioni di tonnellate del 1964 agli oltre 400 milioni del 2016. Nel 1990 nel mondo, la produzione della plastica ha superato quella dell’acciaio, rendendola il materiale più diffuso sul pianeta. Attualmente, il maggior produttore mondiale di plastica è la Cina con il 29%, mentre l’Europa è al secondo posto con il 19%, seguono il Nord America con il 18%, l’Africa e il Medio Oriente che insieme arrivano al 7% e l’America Latina con il 4% (fonte: PlasticsEurope). Terni con il progetto “Urban Re-Genaration” è il primo Distretto italiano della Sostenibilità, dell’Economia circolare e della Rigenerazione urbana, promosso da Confindustria Umbria e sostenuto dalla Cassa di Risparmio di Terni e Narni. Hanno aderito otto imprese del territorio: Acciai Speciali TerniBeaulieu Fibres InternationalExolon GroupERG HydroFucine UmbreSangraf InternationalNovamont e Tarkett. Nel primo semestre del 2020 presso queste aziende è stata realizzata una ricerca volta alla mappatura delle buone pratiche in materia di sostenibilità ambientale e economia circolare che è stata presentata lo scorso 10 settembre. Fra gli obiettivi raggiunti c’è la quota dell’80% di materiali impiegati nella produzione provenienti da materie riciclate; un abbattimento del 60% dei consumi di energia elettrica e punte del 100% di reimpiego degli scarti produttivi. Urban Re-Generation punta ora a raccogliere nuove adesioni da parte dì altre aziende, al dialogo con le comunità locali e a confrontarsi con le migliori pratiche internazionali.

Sara Costanzi

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