Dario Franceschini, la zona bianca per la cultura e la macchina senza benzina

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Una riflessione. Mentre ci si domanda quale effetto reale possa determinare nell’andamento della pandemia lo slittamento di cinque, dicasi cinque, giorni della riapertura delle classi, ecco che alla cultura si prospetta l’ipotesi, per qualcuno la speranza, di una Terra Promessa: la Zona Bianca.

In sostanza il Governo starebbe valutando l’ipotesi di varare una quarta fascia colorata a partire dal 15 gennaio, ovvero quando scadranno le disposizioni del decreto del 3 dicembre.  A proporla è stato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per “dare una nuova speranza ai cittadini” e per “guardare alle ripartenze almeno dove è possibile”.

Della zona bianca andrebbero a far parte le regioni con gli indicatori migliori: dove l’indice Rt di trasmissione dei contagi è inferiore a un determinato livello, peccato però che la soglia sia ancora in fase di definizione. La nuova prospettiva da dare ai cittadini, magari sarebbe opprtuno considerare anche gli operatori, partirebbe dalla sfera culturale ma anche bar, ristoranti, piscine e palestre, seppur mantenendo le misure di contenimento che vietano assembramento e impongono mascherina e distanziamento. Il tutto, si badi bene, senza limiti di orario. Musei, cinema e teatri potrebbero quindi tornare ad aprire le porte a visitatori e spettatori, ricominciando ad accogliere mostre e spettacoli con la presenza di pubblico. Ci ha pensato un altro ministro, Francesco Boccia addetto  agli Affari regionali e Autonomie a dare una brusca frenata: “È la visione in prospettiva, per ora non si cambia”.

Al di là del fatto che se un ministro ne contraddice un altro non è un bel segnale di chiarezza di intenti, ci si chiede il senso che possa avere una riapertura di luoghi che poi, per avere una loro funzione, dipendono dal tipo di frequentazione che se ne può fare. Al di là della circolazione interna al Paese che diventerebbe in un solo colpo tutta bianca (?) sappiamo, ad esempio, che i musei e in generale i luoghi archeologicamente e artisticamente di richiamo vivono di turismo. In un panorama internazionale come quello determinato dalla pandemia in Germania o in America piuttosto che in Spagna o in Russia solitamente nazioni attratte dalle nostre bellezze, chi e in quale quantità varcherebbe al 15 gennaio l’italica frontiera? Il rischio, insomma, è serio. E’ quello di rimettere in moto la macchina e non avere benzina con l’aggravante di averla portata dal meccanico a fare revisione, tagliando, cambio degli pneumatici pagando un sacco di soldi senza la possibilità di andarci da nessuna parte. E un’altra falsa partenza potrebbe solo arricchire molti sfasciacarrozze.

Foto di copertina Tiburnotv

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