Rischia di saltare il film su Dante di Pupi Avati

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Per i 700 anni della morte di Dante, Pupi Avati sta lavorando a un film da tempo,  forte anche della disponibilità a produrlo di Rai Cinema che però manca al momento della copertura economica che servirebbe, diciamo la metà del costo complessivo. Da qui l’appello che il regista bolognese ha rivolto al MiBACT affinché il film venga considerato “da parte del Ministero un progetto speciale, cioè come qualcosa di unico e irripetibile. Lo è davvero non perché lo faccio io ma perché raccontiamo agli italiani chi era Dante Alighieri. Per ora è considerato uno dei tanti film che verranno supportati dal ministero. Da qui l’incertezza sull’esito finale. Mi sembrava una pellicola doverosa. Pensavo che Dante Alighieri, per i 700 anni dalla morte, meritasse un film. Non è stato cancellato, però non è stato ancora risolto il problema del budget che, trattandosi naturalmente di un film su Dante, non è pari a quello di un film italiano qualunque. È un costo più elevato. Rai Cinema da un anno si è dichiarata disposta a produrlo ma non riesce a coprire l’intero costo.  Abbiamo già messo sotto contratto Sergio Castellitto per interpretare Boccaccio. Ma, al di là di questo, la certezza matematica di una data di partenza non ce l’abbiamo. Ci auguriamo che il primo ciak avvenga entro febbraio, ma non ne siamo sicuri. La sceneggiatura è pronta ed è stata realizzata da un comitato di dantisti di altissimo profilo. I sopralluoghi sono stati fatti, ma tutto è sulle nostre spalle. Sono 17 anni che voglio fare questo film. Pensavo di trovare una complicità diversa”.

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