Giovanni Tommaso compie 80 anni e annuncia: “Annullate le clinics di Umbria Jazz”

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PERUGIA – Giovanni Tommaso, contrabbassista lucchese dalle mille esperienze diverse nell’ambito del jazz, compie 80 anni. E nell’intervista che gli è stata dedicata per l’occasione, pubblicata su alcuni quotidiani del Gruppo Corriere, parla di se stesso e delle sue innumerevoli avventure musicali a cominciare dal Quartetto di Lucca, negli anni Sessanta tra i più apprezzati in Italia, per passare ai Perigeo e agli Apogeo che hanno seguito le tracce di un jazz rock che stava allora (anni Settanta) imponendosi in tutto il pianeta; dagli innumerevoli quintetti con Danilo Rea e Roberto Gatto ai quali di volta in volta si aggiungevano musicisti del calibro di Massimo Urbani o di Flavio Boltro, di Pietro Tonolo o di Paolo Fresu, sino al trio con Rita Marcotulli e Alessandro Paternesi. Seguire la sua storia è aprire uno spaccato sulle vicende del jazz italiano sino ai nostri giorni. Ora, non per sua volontà, ma soprattutto a causa delle limitazioni dovute alla pandemia, si dedica con più tranquillità alla musica e gode di una esistenza bucolica nelle campagne romane, nei pressi di Mentana. Non dimenticando, però, i suoi nuovi impegni, anche se rallentati per il Covid. Primo tra tutti l’uscita imminente di un nuovo album “As Time goes By”, un live registrato all’auditorium – Parco della musica di Roma con la figlia Jasmine, cantante che da anni vive in California, formatasi nel jazz anche grazie ai consigli paterni. Altro incarico su cui da anni è impegnato è proprio quello della formazione, un maestro con un bagaglio infinito di esperienza nelle clinics del Berklee College of Music di Boston che ogni anno attraggono a Perugia dai 200 ai 300 allievi che seguono i corsi di perfezionamento musicale nel periodo di svolgimento di Umbria Jazz. E a questo proposito annuncia che il suo ruolo di educatore, dopo quello annullato dell’anno scorso, sarà interdetto anche quest’anno. Per un semplice motivo: perché dal Berklee College è arrivata notizia che nessuno si sposterà dagli Stati Uniti sino al prossimo settembre. Un’indicazione utile per capire che aria tira in America tra musicisti e su quante possibilità esistano al momento che Umbria Jazz 2021 si svolga nelle modalità che tutti conoscevano, ovvero dieci giorni di festival senza limitazioni tra teatri e arena Santa Giuliana. Ma quel che più ha reso significativa l’intervista è stato il suo consiglio più importante a chi, giovane o giovanissimo, si approccia o si sta approcciando al jazz: “Mi trovi preparato sull’argomento – commenta Tommaso ridendo. Tutta la parte iniziale dell’accostamento alla musica di mia figlia Jasmine l’ha fatto qui in casa a Roma e spesso abbiamo parlato di come dare un indirizzo alla vita del musicista. Allora io ho dato un consiglio a lei che mi sentirei di estendere a tutti. Mai come in questo momento, a causa delle difficoltà evidenti che tutti noi stiamo vivendo e in particolar modo i musicisti (sono saltati tutti i concerti, e io stesso l’anno scorso ne ha fatti solo tre). In questo scenario, il consiglio che darei ai musicisti è semplice: se un giovane sente di avere una passione per il jazz, nel momento in cui lavorando su questa passione, può arrivare a fare il mestiere del musicista di jazz, secondo me ha raggiunto il successo. Poi se maggior successo ti bussa alla porta, tu apri la porta, ma non insegui il successo”. Stiamo vivendo un periodo molto difficile, mai visto prima, ma il vero successo di un musicista di jazz, è fare questo mestiere professionalmente. Nel jazz però quel che conta veramente è lo spirito, è ciò che la tua musica emana, è un atteggiamento, una sincerità, un andare a pescare nel profondo del nostro animo; non è uno strumento che deve stupire, ma deve toccare chi ascolta, lo deve stimolare. Si può essere insomma un buon professionista, ma non un buon artista. Quanto feeling aveva Bill Evans? Miles Davis non è un trombettista di grande tecnica, Chet Baker non lo era, ma avevano tecnica sufficiente per esprimere quel che erano, il loro personalissimo linguaggio”.

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