Casteldilago: storia e arte da Lorenzo Illuminatore al cardinale Francesco Barberini

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ARRONE – La singolare frazione di Casteldilago “Castrilagus”, che si affaccia lungo il tratto del fiume Nera in Valnerina, annovera una storia importante e una valenza ambientale unica solo se si pensa che secoli e secoli fa, qui, l’abitato, aggrappato allo scoglio si rispecchiava sulle acque di un lago. Di fronte Colleporto, appunto, un bacino pleistocenico area che comprendeva Arrone, Collestatte, Torreorsina, Macenano, Santa Anatolia, Castel San Felice, Vallo di Nera. Al tempo dei romani fungeva da attracco per i commerci di legnami e materiali in manufatti di cotto verso la Tuscia e la stessa capitale.  Lo Scoglio è pittoresco e assolato, qui in epoche in cui il Cristianesimo era agli albori  si stanziarono santi uomini,  fondatori di un primo eremo. Siamo attorno al 514 d.C con il Siriaco San Lorenzo l’ Illuminatore. Lorenzo nel 541 successe al Vescovo di Spoleto Giovanni, decapitato dai Goti su ordine di Totila. In seguito, fu una importante colonia agricola con un suo feudatario. Nelle varie documentazioni storiche di archivio prodotte dal Sansi, compare nel 1212 Gentile di Ottaviano nel periodo della dominazione in Valnerina del comune di Spoleto.
Al tempo di Papa Innocenzo III, Gentile concede tutte le terre con tutti i vassalli, giurisdizioni, selve, vigne, terre in montagna e pianura, ponti, molini, pedaggi e diritti vari…ponendo a protezione del comune di Spoleto sotto la pena di 1000 marchi argentei. Spoleto vi mise un proprio castellano di sua fiducia ossia Tommaso di Grimaldo. Gli abitanti quindi erano obbligati a prestare il servizio militare e controllo sui confini per arginare il brigantaggio. Gli uomini divenuti maggiorenni dovevano ogni anno giurare fedeltà a Spoleto.
Questo è in sintesi la storia di archivio del piccolo castello. Nel periodo rinascimentale ebbe anche gli statuti. Ma la ricchezza del luogo e’ data anche dalla presenza di edifici di culto di notevole interesse storico artistico e spirituale.
Casteldilago: Chiesa di San Francesco, ex cappella
L’ eremo della Madonna dello Scoglio, immerso nel fitto bosco dominante la vallata. Ogni anno svolgono pellegrinaggi per onorare la sacra immagine della Vergine col Bambino ; la chiesa di San Nicola di Bari del XV-XVI secolo di impianto romanico con i suoi affreschi votivi  del XVI secolo della scuola dello Spagna affreschi del 1520 e del 1525. Facciata a capanna campaniletto a vela. Affreschi restaurati raffiguranti i Santi Rocco, Sebastiano, Nicola, Madonna col Bambino ecc.
Casteldilago, convento di San Franco: statua del XVII secolo Sant’Antonio Abate
Altra chiesa, la parrocchiale, si erge in cima l’abitato dedicata a San Valentino. Rinascimentale con opere in affresco del XVI secolo, singolare campanile con armoniose campane. Fuori l’abitato, sulla vecchia strada per il cimitero, si può scorgere  la struttura ex conventuale di San Francesco. Restaurata.
Casteldilago, portale della chiesa di San Francesco
La chiesa e la struttura e’ realizzata tutta in pietra locale,  preceduta da un grazioso portico a pilastri. Al suo interno affreschi e stucchi sei settecenteschi. In due nicchie statue in gesso dipinto, raffiguranti Sant’Antonio Abate e San Francesco. Dai restauri sono emersi affreschi rinascimentali   raffiguranti una Crocifissione e una Madonna Annunziata con l’ Arcangelo Gabriele. Singolare un accadimento avvenuto nel 1594: (pergamena n. 42 Archivio in Santa Anatolia)… alcuni giovani del luogo irruppero nel chiostro conventuale all’epoca governato dei  frati minori, per creare dispetto al padre guardiano. L’ irruzione costo’ cara ai giovani. In un processo dovettero  pagare una ammenda salatissima per questa loro bravata….
Francesco Barberini, dipinto di Ottavio Leoni
Qui soggiorno’ di passaggio il Cardinale Francesco Barberini nipote di Maffeo Barberini (Arcivescovo di Spoleto e successivamente Papa Urbano VIII). Ricordiamo che Maffeo Barberini dono’ a Spoleto il suo busto (realizzato da Gianlorenzo Bernini) per ricordare la ricostruzione del duomo spoletino da parte sua e da parte del nipote Cardinale Francesco Barberini (* Firenze 23 settembre 1597 + Roma10 Dicembre 1679).

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