L’ Abbazia di San Pietro in Valle negli statuti comunali di Ferentillo nel 1563

FERENTILLO – L’ Abbazia e il suo territorio ancora vasto in questo secolo, era parte integrante del terzierie Borcino, e comprendeva: Umbriano, Macenano, Sambucheto, Colleponte, Terria. Ciò si attesta negli statuti comunali del 1563 firma del Principe Alberico I Cybo Malaspina. Ricordiamo che la potenza di San Pietro in Valle, anche in questo secolo, e ancor più accentuata essendo una abbazia commendataria.
L’Abbazia di San Pietro in Valle
Gli statuti comunali tengono in grande rilievo l’importante feudo accorpandone alcune ville e castelli del circondario. Ricordiamo che i possedimenti civili ed ecclesiastici degli abati fino al XIV secolo, inglobavano anche alcuni castelli del territorio oltrepassando il ponte di Terria: come Cese (versante Monte Solenne) Ceselli, Schioppo, Puntuglia, Civitella, Monte San Vito.
Questi castelli furono ceduti dall’Abate al comune di Spoleto “in cambio di una maggiore protezione”.
Il potere abbaziale, anche se nel corso dei secoli e andato diminuendo, rimane un punto centrale di notevole rilevanza essendo legata al potere ecclesiastico esercitato dal Capitolo Lateranense che ne aveva fatto un punto di riferimento strategico nel territorio di questa valle; (un potere che spesso si scontrava con l’ indipendenza auspicata più volte dagli abati).
Una lotta tra abati e Roma apparentemente silenziosa, ma che durò fino alla prima metà del XIX secolo. I papi che si sono susseguiti, si servivano di questo feudo per trarne interessi o architettare strategie. Ritornando alla seconda metà del XV secolo, con Innocento VIII al soglio pontificio, fu facilmente costituito un feudo potentissimo, che inglobava la stessa abbazia e i suoi castelli. In questo periodo si costituisce il Principato Cybo di Ferentillo.
Immagine di Innocenzo VIII, Giovan Battista Cibo
Innocenzo VIII nomina Franceschetto duca di Spoleto e con il consenso del Capitolo Lateranense concede il feudo dell’Abbazia (barattano) in permuta la rendita dell’abbazia di San Pietro in Cesena e la gabella di porta Celimontana in Roma. Da questo momento inizia la saga possedimento della Famiglia Cybo e successivamente Cybo Malaspina: Franceschetto, Maurizio, Leonardo, Carlo,  Lorenzo, Alberico I Cybo Malaspina, Odoardo, Alderano.
Roma, San Pietro in Vaticano: epigrafe sulla tomba di Innocenzo VIII
A loro si deve la costituzione del principato con Statuti e riformagioni. Ricapitolando, in breve, gli statuti risentono di questa tradizionale dipendenza dello Stato, prima come feudo abbaziale, poi come castelli dipendenti dal comune di Spoleto (XIII sec); poi come Feudo Del Capitolo Lateranense (1300) che vi teneva a governare un Vicario con interferenze ambiziose dell’espansione comunale di Spoleto (1400) poi come Signoria Cybo Malaspina.
Archivio storico Comune di Ferentillo: Statuti del 1563
Gli statuti, mettono in risalto l’Abbazia, con una tradizionale venerazione e l’annuale solenne celebrazione delle festivita’ ossia: la domenica di mezza quaresima, l’ Ascensione, i SS.Pietro e Paolo. In quest’ultima occasione, i Priori dovevano offrire il cero di omaggio a San Pietro. Sempre negli statuti la rubrica (65) tratta… ogni malefizio commesso nel territorio abbaziale dal colle della chiesa di San Benedetto alla chiesa di San Pietro, nel suo piazzale, aveva una pena doppia, e se commesso nella chiesa o durante le tre festività la pena era quadrupla…
Sempre negli statuti, per i “danni dati” fu stabilita una legge speciale come recita la rubrica (40): DE POENA DAMNUM DANTIVM PERSONALITER AUT CVM BESTIIS IN POOSSESSIONIBVS ECCLESIE S.PETRI A COLLE S. BENEDICTI USQUE AD MONASTERIVM S. PETRI. Inoltre, dalla chiesa di Sant’Angelo (Colleolivo) alla chiesa della Trinita’ (villa Mura) e da questa al monastero era la selva monastica bandita da tutti.  Si ricorda anche della Famiglia Cybo Malaspina abati Commendatari come Domenico (Genova 1623-Massa 1678). Fu Abate commendatario dell’Abbazia di Sant’ Andrea di Borzone 1644; di San Pietro in valle di Ferentillo 1653; San Giovanni in Fiore di Cosenza 1671.

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