Dal 15 febbraio la Napoli del dopo Eduardo a RadioTechetè

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Eduardo. E dopo di lui? Cosa ha prodotto il teatro napoletano? Ce lo racconta RadioTechetè da domani, 15 febbraio, fino al 2 marzo, alle ore 9 e poi alle 17. Rai Radio Techetè è il canale radiofonico della Rai che trasmette una programmazione di documenti audio che riguardano la storia di Radio Rai.

Il programma di cui vi stiamo parlando è dedicato agli autori  partenopei che si sono fatti notare sulla scena italiana all’inizio degli anni Ottanta e che hanno dato lustro a questo filone teatrale del dopo Eduardo De Filippo. A loro si deve il fenomeno della cosiddetta “Nuova drammaturgia”, termine con cui i critici indicarono gli scrittori che facevano ricorso a modalità espressive diverse dai canoni linguistici utilizzati nella scrittura teatrale tradizionale. Da qui anche la natura dei  personaggi che animano le opere di Manlio Santanelli, Annibale Ruccello ed Enzo Moscato – i tre drammaturghi che hanno dato vita alla rinascita della scrittura teatrale del dopo Eduardo – che sono per lo più degli emarginati che non riescono a integrarsi ai nuovi modelli culturali. La lingua in cui comunicano è primordiale, materna, in cui espressioni della cultura alta si fondono a espressioni gergali, frasi idiomatiche, amalgamate da un dialetto pastoso, caldo, in grado di conferire alle parole una loro fisicità e di tradurle in gesti, in stati d’animo precisi. Gli speciali sulla drammaturgia post-eduardiana, curato da Silvana Matarazzo, comprende alcune opere degli autori citati, ormai diventati dei classici, sulla scia di Viviani e di Eduardo, le interviste a Santanelli e a Moscato, le testimonianze del regista Pierpaolo Sepe e di Isa Danieli che ricordano Annibale Ruccello, morto a trent’anni nel 1986 in seguito a un incidente d’auto, e una lunga conversazione con Giulio Baffi, presidente dell’Associazione nazionale dei critici di teatro, profondo conoscitore della scena partenopea.

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