A Terni nasce il Mich per supportare le start up nell’ambito dell’economia circolare

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TERNI – 8.500 metri quadri interamente dedicati all’innovazione. Parliamo di Mich – Maestrale Innovation Creative Hub, il primo incubatore di startup certificato dal Mise nella regione Umbria, quando in Italia in tutto, gli incubatori certificati non arrivano a 40. Un attrattore di talenti imprenditoriali in zona Maratta, poco distante dall’inceneritore, dove prima risiedeva la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Perugia chiusa ormai da una decina di anni. In quello che sembrava uno spazio destinato a diventare uno dei tanti simboli dell’abbandono cittadino, oggi fervono i lavori perché le startup arrivano già a marzo. Le prime saranno una decina.

Ci accoglie Veronica Gallinella, Marketing&Communication Manager, che ci guida attraverso questi spazi molti dei quali già ristrutturati, altri ancora work in progress. In quella che diventerà la hall, campeggia un ulivo. L’hub oltre ai locali della vecchia università, include anche la quattrocentesca Villa Gherardi con relativo parco dove verranno installati degli igloo ecosostenibili per le startup. Proprio l’attenzione alla sostenibilità si rivela essere uno dei principi dell’incubatore. Nel processo di accelerazione infatti, i business plan delle nuove aziende vengono ottimizzati nell’ottica dell’economia circolare, perché ci sono i fondi e perché queste sono le politiche attuali. Basti pensare al nuovo Ministero per la Transizione Ecologica voluto da Draghi. “C’è curiosità da parte delle imprese verso tutto ciò che riguarda la sostenibilità e il Governo offre il sostegno normativo” ci spiega Carlo Ottone, Ceo di Mich. “Con le startup si può riqualificare: innovazione, sostenibilità ambientale e rapporto con il territorio sono le linee guida del progetto.” Un territorio quello di Terni che da anni deve misurarsi con una complessa riconversione industriale. Eppure Terni, dopo essere stata dichiarata area di crisi complessa, offre numerosi vantaggi fiscali a quanti vogliono investire e Mich è l’esempio che questa riconversione è possibile a emissioni zero.

Mich si propone come un Cluster of Innovation, cioè una concentrazione di aziende, istituti e persone interconnesse tra loro per raggiungere specifici vantaggi competitivi. Un luogo fisico e virtuale insieme dove le aziende, sia le nuove, sia quelle che vogliono adeguarsi ai nuovi standard, troveranno il sostegno necessario grazie a una rete di soggetti pubblici e privati e al know-how manageriale.

Le nuove tecnologie non saranno le sole protagoniste di questi spazi. “Proprio per andare incontro alle diverse esigenze delle aziende, non ci siamo specializzati in un ambito specifico e ora ci prepariamo a accogliere startup che operano in diversi settori e vengono da ogni parte d’Italia.” Le startup che a breve arriveranno in città, sono il risultato di un lavoro di scouting iniziato già quasi due anni fa da Ottone e da Mimmo Ratini, del team di Mich, Ceo di Maestrale Enterprise Solution, società del gruppo Maestrale che si occupa del 5G.

Diverse sono le aziende nostrane, fra queste una startup rivolta ai materiali innovativi in collaborazione con il corso di laurea in ingegneria con sede a Terni.

Nonostante lo stop forzato a causa del coronavirus, a Maratta i lavori dallo scorso luglio a oggi non si sono mai fermati e entro l’estate a Mich prevedono di aprire il parco della villa. Un parco innovativo e ecosostenibile a pochi passi dall’inceneritore e solo questo, sembra essere già una piccola rivoluzione.

Sara Costanzi

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