Anche l’Umbria fa luce sulla zona d’ombra in cui da un anno si trovano i volti della cultura

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PERUGIA – Harry Sansonetti con la chitarra a cantare Perugia davanti all’ingresso della Sala Cutu, sede storica del Teatro di Sacco, filmato e riproposto in diretta Facebook da Roberto Biselli. C’è gente, considerata la giusta raccomandazione a non creare assembramenti, che vuole partecipare. Così come hanno voluto esserci, qualche centinaio di metri più avanti, gli affezionati spettatori del cinema d’essai  dello Zenith. Una firma apposta nel libro delle presenze per lasciare una traccia di solidarietà che è anche una richiesta, un appello, un desiderio a tornare a frequentare i luoghi della cultura.

Perugia per il tutto, potremmo dire, in considerazione del fatto che in Umbria sono stati in tanti ad aderire all’iniziativa nazionale “Luci accese” proposta da UNITA, Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo. Detto di Perugia, infatti, ad “accendere le luci” sono stati ad Assisi il Piccolo Teatro degli Instabili; a Narni il Teatro Comunale; a Umbertide il Teatro dei Riuniti ; a Montone il Teatro San Fedele, a Cannara il Teatro Thesorieri; a Calvi dell’Umbria il Teatro Monastero; a Foligno Parterre e Auditorium San Domenico. A  Spoleto, al Teatro Nuovo Giancarlo Menotti, lo Stabile dell’Umbria i riflettori li ha accesi da tempo per la sua nuova produzione “Chi ha paura di Virginia Woolf”, con Vinicio Marchioni e Sonia Bergamasco e l’intero cast assolutamente partecipi dell’iniziativa di UNITA.

Un segnale importante dall’Umbria, quindi, quello di stasera: entrando nel grande scenario di luci riflesse di tutta l’Italia, ha contribuire per la sua parte a illuminare la zona d’ombra in cui da un anno si trovano i tanti volti dello spettacolo dal vivo.

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