Lampade di Wood e pool di storici per svelare in notturna i segreti del dipinto del Nelli 

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter

GUBBIORiportate alla luce con le lampade di Wood i brani dell’iscrizione nascosta dal tempo nella “Madonna del Belvedere”, uno dei più belli e dei più enigmatici lavori del maestro eugubino Ottaviano Nelli. La “missione” si è svolta sabato scorso in notturna, protagonista una equipe di studiosi e restauratori.

Da tempo, infatti, gli storici dell’arte si erano accorti che la trabeazione pittorica che delimita l’affresco conservato presso la chiesa di Santa Maria Nuova ospitava una lunga iscrizione in gotico, su ben due righi, realizzata con un pigmento pittorico bianco purtroppo quasi del tutto perduto. Proprio queste tracce sono state oggetto della lunga analisi che si è svolta sabato e i risultati di tali analisi verranno resi noti nell’ambito della mostra “Oro e colore nell’Appennino. Ottaviano Nelli a Gubbio” che la Direzione Regionale musei dell’Umbria sta organizzando in collaborazione con il Comune di Gubbio e la Diocesi Eugubina per il prossimo autunno 2022,   per la cura scientifica di Andrea De Marchi, Università degli Studi di Firenze, e Maria Rita Silvestrelli, Università per Stranieri Perugia. Ad accompagnare i curatori della mostra, sabato scorso, c’erano il sindaco Filippo Stirati e l’assessore alla Cultura Giovanna Uccellani.     

Un grande progetto artistico-culturale quello che si sta compiendo tra Gubbio e Fabriano, altra città pronta ad accogliere l’ “Oro e colore dell’Appennino”, nel segno di quel legame umbro-marchigiano, come spiega il sindaco Stirati “ che, insieme col progetto federiciano, rinsalderà i nostri forti legami storici, politici e istituzionali con le Marche. Due grandi progetti culturali, quelli che faremo partire nel segno di Ottaviano Nelli e di Federico da Montefeltro, sui quali stiamo lavorando per dare un grande segnale di rilancio e di rinascita, così da farci trovare pronti alla ripartenza del nostro territorio con progettualità di accoglienza su basi culturali di altissimo profilo”.

Articoli correlati

Commenti