FdI: “Saracinesche alzate il sabato pomeriggio e la domenica: la chiusura è esagerata e illogica”

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter

PERUGIA – La giunta Tesi ieri ha varato la nuova ordinanza ieri ma evidentemente all’interno c’erano posizioni contrastanti. Tanto è vero che oggi Fratello d’Italia prende le distanze, ennesimo “strappo” all’interno della maggioranza, sulla chiusura degli esercizi commerciali il sabato pomeriggio e la domenica. I consiglieri regionali Marco Squarta ed Eleonora Pace, Fratelli d’Italia appunto, senza mezzi termini chiedono alla Giunta “di rivedere il divieto imposto, provvedimento illogico ed esagerato” aggiungendo un eloquente: “facciamoli lavorare”.

“Siamo gli unici in Italia ad averlo fatto.  E’ un provvedimento illogico, una mazzata gratuita per tutti i commercianti che, già allo stremo delle proprie forze, non hanno la possibilità di incassare niente durante gli unici due giorni in cui avrebbero opportunità di farlo. Chiediamo di cambiare il passaggio dell’ultima ordinanza regionale in cui si dice che ‘è vietata l’apertura dalle 14 del sabato e della giornata di domenica di ogni attività commerciale a esclusione di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici’”.

Squarta e Pace chiedono a Tesei “di modificare il divieto già per il prossimo fine settimana tenendo conto del fatto che gli esercenti già soffrono le limitazioni degli spostamenti tra comuni imposte dalla zona arancione. In più i commercianti si sono già dovuti adeguare alle disposizioni che prevedono la misurazione della temperatura corporea per i clienti, il contingentamento degli ingressi in base ai metri quadrati del negozio e l’obbligo di far indossare mascherine Ffp2”.

“Compatibilmente ai prossimi sviluppi del quadro epidemiologico chiediamo la possibilità di annullare questo divieto – proseguono Squarta e Pace – chiediamo alla Giunta regionale dell’Umbria di rivedere il divieto imposto alle attività commerciali di tenere abbassate le saracinesche sabato pomeriggio e domenica. Ci piacerebbe comprendere i criteri che hanno mosso il Cts a suggerire una simile decisione in quanto, secondo noi, si tratta di una decisione illogica adottata a fronte delle varie imposizioni alle quali i commercianti si sono adeguati sin dall’inizio senza battere ciglio. Ci risulta che l’Umbria, regione in cui si registra un miglioramento rispetto alle scorse settimane – concludono – sia l’unica zona arancione in cui gli esercenti vengono obbligati a tenere chiuso e per questa ragione chiediamo di annullare immediatamente il divieto già nel prossimo weekend”.

Articoli correlati

Commenti