Paola Fioroni alla Tesei: “I negozi di vicinato devono rimanere sempre aperti per sopravvivere”

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PERUGIA – Sulla chiusura degli esercizi commerciali chiusi sabato pomeriggio e domenica in Umbria contestata da Fratelli d’Italia, si aggiunge la posizione di Paola Fioroni (Lega-vicepresidente dell’Assemblea legislativa) sui negozi di vicinato, che “devono rimanere aperti il sabato pomeriggio perché possano sopravvivere. Gli esercizi di vicinato in misura maggiore rispetto alle medie e grandi superfici – spiega Paola Fioroni – generano gran parte del fatturato nella giornata del sabato. La chiusura anticipata il sabato pomeriggio richiede dunque ai commercianti un enorme sacrificio in un momento drammatico per le sorti delle loro attività. Le abitudini dei consumatori sono cambiate con il Covid a causa in del largo utilizzo dello smart working che ha ridotto sensibilmente gli acquisti durante la settimana che per tali motivi si sono ulteriormente concentrati il sabato pomeriggio”.

“L’Umbria – continua Paola Fioroni – sta mostrando segnali rassicuranti di reazione all’aggressione delle varianti Covid grazie al tempestivo sequenziamento delle varianti stesse e alle misure poste in essere nella nostra regione per il contenimento del contagio. Pur essendo convinta che non sia il momento di abbassare la guardia ritengo che sia possibile rimodulare l’ordinanza regionale in anticipo rispetto alla sua scadenza prevista il 21 marzo, consentendo l’esercizio delle attività commerciali di vicinato il sabato pomeriggio e la domenica sin dal prossimo fine settimana, dati epidemiologici permettendo”.

“Nella consapevolezza che i Dpcm e le ordinanze regionali impongono sempre sacrifici per la tutela della salute pubblica – conclude Paola Fioroni – è grande la mia vicinanza a chi, come i commercianti, è fortemente colpito dall’effetto delle misure di contenimento. Prosegue senza soluzione di continuità il mio impegno e quello della Lega per far sentire  anche a livello nazionale la voce di chi lavora e deve poter difendere i sacrifici di una vita, perché siano riconosciuti loro indennizzi e ristori congrui ed immediati”

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