Caritas Assisi: “Aumentate le richieste d’aiuto anche di famiglie in isolamento domiciliare”

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ASSISI – SoS Covid. “Non ho niente da mangiare per i miei figli”. È questo l’appello diretto e disperato di un padre. “In questa fase stiamo registrando un costante aumento di richieste di aiuto e sostegno economico – spiega la direttrice della Caritas Rossana Galiandro – . La situazione è davvero difficile perché ormai è da troppo tempo che tante attività del nostro territorio, soprattutto quelle legate al turismo, sono chiuse”.

Per questo la Caritas è in prima linea con i servizi di ascolto, i Centri di volontariato sociale e i servizi sociali del territorio (075/816330 – email segreteria@assisicaritas.it dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12); l’Emporio solidale diocesano 7 Ceste, (via Gabriele D’Annunzio n. 8 a Santa Maria degli Angeli), per la distribuzione di beni di prima necessità ​ (solo su appuntamento, 371/3344796 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 – email emporio7ceste@assisicaritas.it); la Casa di accoglienza Papa Francesco (piazza Donegani a Santa Maria degli Angeli), per la prima accoglienza, le mense e le docce per i poveri, i posti letto per l’emergenza freddo (075/8043730 attivo 24 su 24 ore – La gestione del posto letto è a cura della Comunità dei Frati minori tel. 3335632441).

Nell’anno 2020 più di duemila persone sono state seguite dalla Caritas anche attraverso l’Emporio dove sono stati distribuiti oltre 4.500 pacchi per un totale di circa centocinquantamila euro pari a centoquindici tonnellate di viveri e prodotti per l’igiene e l’infanzia, con l’aggiunta nel mese di dicembre di un buono spesa per tutte le famiglie. ​

Sono oltre seicento le famiglie, delle quali il 60% sono italiane, che vengono assistite. Di queste duecentocinquanta si sono rivolte per la prima volta alla Caritas. “In questo tempo – aggiunge Galiandro – si sono aggiunte le richieste delle famiglie che si trovano in isolamento domiciliare. A loro l’Emporio continua a garantire il servizio di prenotazione e consegna della spesa a domicilio soprattutto attraverso la collaborazione della Protezione civile, della Misericordia e della Croce Rossa. Prezioso è stato il lavoro dei volontari e degli Istituti religiosi che ogni giorno si alternano per garantire la continua distribuzione nel rispetto delle regole con l’auspicio di evitare al massimo i contagi”.

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