Il cammino nelle terre mutate: da Fabriano a L’Aquila passando per l’Umbria

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PERUGIA – Il boato. La paura, ancestrale e paralizzante. Il proprio mondo che trema, ciò che è stato costruito con dedizione e fatica è a rischio. E quando c’è il crollo non è solo quello esteriore ma anche interiore. Le macerie, per chi rimane, sono quelle della propria casa ma anche quelle dell’anima, un’anima lacerata che va curata e ricostruita proprio come un edificio.

È proprio da questo desiderio di ricostruire e far conoscere l’anima ferita dei luoghi colpiti dai sismi del 2016 e 2017, che nasce il Cammino nelle Terre Mutate, un percorso di 247 chilometri che parte da Fabriano e arriva a L’Aquila, attraversando e mettendo in collegamento le zone maggiormente colpite tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, passando attraverso le aree protette del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Nazionale del Gran Sasso e i Monti della Laga.

Matelica, Camerino, Fiastra, Accumuli, Amatrice… Sono solo alcune delle realtà toccate da questo cammino di grande valore simbolico ideato e voluto dall’azione congiunta dei “partigiani della terra” Associazione Movimento Tellurico, che dà il via al progetto nel 2012 per dare risalto alla situazione de L’Aquila dimenticata e abbandonata in seguito al terremoto del 2009, A.P.E. Roma, Associazione proletari escursionisti e FederTrek Escursionismo e Ambiente, ente di promozione sociale che riunisce circa 40 associazioni la cui missione è “far crescere in Italia una forte consapevolezza di quanto il camminare , in città come in collina o in montagna o al mare , contribuisca a quel benessere individuale e collettivo di cui la nostra società sedentaria ha impellente bisogno”.

Un viaggio lento, fisico certo ma soprattutto emozionale, da percorrere con responsabilità, nella consapevolezza di star attraversando luoghi che ospitavano sogni, risate di bambini, chiacchiere tra vicini, in una parola la Vita di tante persone e che ora sono quasi completamente scomparsi.

Un cammino che colpisce nel profondo, per uscire dall’indifferenza del “non mi riguarda perché non è successo a me personalmente” e fa capire che, se è possibile unire luoghi fisici attraverso una fitta rete di sentieri anche piccoli, così anche le persone possono incontrarsi e realizzare una reale rete di empatia e sostegno. E’ possibile diventare parte attiva e contribuire alla “ricucitura dei territori nel lungo arco di tempo necessario alla ricostruzionecamminando, entrando in contatto con i protagonisti di questo dramma che vogliono riprendersi la loro vita, incontrando le storie di chi sogna, progetta e lavora per ricostruire l’anima e i luoghi delle comunità coinvolte.

 

Il cammino, percorribile a piedi o in bicicletta è diviso in 14 tappe: Fabriano-Matelica, Matelica-Camerino, Camerino-Fiastra, Fiastra-Ussita, Ussita-Campi di Norcia, Campi di Norcia-Norcia, Norcia-Castelluccio di Norcia, Castelluccio-Arquata del Tronto,  Arquata del Tronto-Accumoli, Accumoli-Amatrice, Amatrice-Campotosto, Campotosto-Mascioni, Mascioni-Collebrincioni, Collebrincioni-L’Aquila.

Nello specifico quelle che attraversano l’Umbria:

 

Tappa numero 5. Ussita – Campi di Norcia: di circa 32 chilometri, attraversa l’Alta Valle del fiume Nera. A Campi si incontra quella che è stata la prima casa degli abitanti della frazione, la struttura antisismica della Pro loco, inaugurata pochi giorni prima del sisma e progettata per resistere a terremoti di grado molto elevato. Lo ha fatto, a dimostrazione che, se si seguono criteri validi, la ri-costruzione in questi luoghi è possibile.

 

Tappa numero 6. Campi di Norcia – Norcia: la più corta del cammino di circa 10 chilometri, dalla valle Castoriana fino alla piazza centrale dominata dalla basilica di San Benedetto da Norcia, patrono d’Europa.

 

Tappa numero 7. Norcia – Castelluccio: di circa 15 chilometri, con i suoi 1125 metri di dislivello, forse la più impegnativa a livello fisico ma anche una delle più emozionanti. E’ da qui che ci si inoltra nelle terre più colpite, quelle definite da Francesco Senatore, consigliere nazionale FederTreck “il cuore del dolore”, che colpisce e lascia senza fiato, più di qualsiasi salita o dislivello. Ma nonostante tutto, anche qui la vita riparte e le strutture di accoglienza riaprono. Ad esempio nella tappa successiva, quella che da Castelluccio arriva fino ad Arquata del Tronto, è possibile pernottare nel rifugio Belvedere di nuovo attivo.

 

All’interno del sito www.camminoterremutate.org sono indicate le strutture ricettive aperte lungo tutto il percorso. È inoltre possibile accedere alla mappa digitale ed acquistare la propria copia della guida del cammino, “Il Cammino nelle Terre Mutate” di Enrico Sgarella edito da Terre di Mezzo, che contiene tutte le informazioni utili per affrontare il percorso, corredato di mappe, luoghi di interesse e testimonianze inedite.

Per contribuire alla rinascita di una terra segnata ma che non demorde e per non dimenticare, mai.

 

Francesca Verdesca Zain

 

Si ringrazia per le foto: www.camminoterremutate.org

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