La Madonna Addolorata con i capelli e vestita con un singolare abito in stoffa esposta nella Cattedrale di Terni

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TERNI – In Piazza Duomo, la Croce illuminata da fiammelle, eretta al centro del Sacrato, rischiarava la pallida facciata dell’edificio, dove tra le statue impassibili dei Santi Patroni troneggia ancora  lo stemma del Cardinale Rapaccioli (l’Eminenza del Preziosissimo Sangue). Cerimonie partecipate  della passione e morte di Cristo in tutte le chiese del territorio provinciale. In Cattedrale il vescovo diocesano Giuseppe Piemontese con il capitolo della Cattedrale, ha presieduto la cerimonia della Adorazione della Croce Via Crucis, del Cristo morto, devozione che risale alle origini della fede cristiana. In molte realtà soprattutto nei piccoli centri  prima della pandemia,  si tenevano processioni in costume rievocanti la passione e morte di Gesù con suggestive rappresentazioni, canti, musiche ed effetti scenografici.

Terni, anche questa sera del venerdì Santo, ha celebrato la passione di Cristo mettendo esposta una singolare immagine dell’Addolorata proveniente dalla chiesa romanica  di San Lorenzo: STABAT MATER DOLOROSA IVS STA CRUCEM LACRIMOSA.

 

La statua con tanto di capelli  è un pezzo originale d’epoca, è stata posta di fianco all’altare maggiore mentre il Cristo morto disteso sul sacello di fronte. Il corpo del  Cristo, perfetto nell’anatomia,  mostra le piaghe e ferite della sua passione in modo mirabile e al quanto suggestiva.

La statua della Madre Addorata, MATER DOLOROSA  è coperta da un vestito di stoffa nero che la copre dalla testa ai piedi; mostra sul petto il cuore trafitto da sette pugnali; nella mano sinistra il fazzoletto bianco servito per asciugare le lacrime MATER LACRIMOSA. Un volto espressivo e sofferente. Insomma anche in tempo di Covid la tradizione cristiana della Pasqua, anche a Terni , ha mantenuto integro il suo significato e le sue cerimonie.

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