Umbria Jazz conferma le date: dal 9 al 18 luglio all’arena Santa Giuliana e al Morlacchi tra americani a italiani

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PERUGIA – Umbria Jazz conferma e spera in meglio. Se le condizioni attualmente impraticabili dovessero cambiare da qui alla prossima estate, il festival si svolgerà in una formula che vedrà aboliti i concerti nelle piazze, Giardini Carducci e Piazza IV Novembre e lo stop alla Sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria  interessata dai lavori di ristrutturazione e rimodulazione del museo, ma per il resto, vale a dire concerti all’Arena Santa Giuliana e Teatro Morlacchi, Umbria Jazz vedrà chiudere definitivamente la parentesi della formula ridotta dello scorso anno. “Se le condizioni con l’arrivo dell’estate dovessero essere simili a quelle dello scorso anno – sottolinea il presidente della Fondazione Umbria Jazz Gian Luca Laurenzi – confermeremo le date dal 9 al 18 luglio, come, del resto, avevamo già annunciato lo scorso anno. Certo è che le condizioni attuali della pandemia, decreterebbero un no ad Umbria Jazz almeno nella formula dei dieci giorni, ma se si verificasse una certezza o una quasi certezza della tutela della salute pubblica, vuol dire che saremo usciti dalle costrizioni che sinora ci ha imposto il Covid-19 penalizzando tutta la filiera degli spettacoli dal vivo. Rimarrebbe soltanto l’incognita dei concerti nelle piazze e la piena agibilità dei ristoranti ai Giardini Carducci e all’Arena. Insomma, anche se attualmente la campagna vaccinale che fa registrare una serie di ritardi nella somministrazione e nelle forniture, si spera per il meglio, anche se di certezze nessuno ancora può parlare. Al netto dei grandi appuntamenti pop, anche per motivi legati alla prudenza usata dalle pop star nel programmare date e tour, il programma di Umbria Jazz vedrà alternarsi nel mainstage dell’arena, americani e italiani, compreso quel Gino Paoli che lo scorso anno fu costretto a dare forfait per un’improvvisa indisposizione.  “Questa ripartenza – scrive la Fondazione Umbria Jazz – serve anche a sottolineare il ruolo che il jazz, la musica e la cultura hanno sempre nella valorizzazione e promozione dell’Umbria a livello turistico. E sarà senza dubbio di aiuto per agevolare la ripresa di un settore così duramente colpito. Saranno in programma a UJ21 anche il quartetto di Billy Hart con Ethan Iverson, Enrico Rava in duo con Fred Hersch, Cécile McLorin Salvant con Sullivan Fortner, Imany Voodoo Cello, Paolo Fresu con l’omaggio a David Bowie, Cimafunk, Gonzalo Rubalcaba & Aymeé Nuviola, Quinteto Astor Piazzolla, Edmar Castaneda/Gregoire Maret Duo, Danilo Rea, Gino Paoli & Funk Off. Fred Hersch in trio e Brad Mehldau in piano solo saranno anche on stage al Festival dei Due Mondi di Spoleto nell’ambito di una collaborazione tra le due grandi realtà culturali umbre”.

Tra gli artisti che già dallo scorso anno avevano già confermato le date di Umbria Jazz 2021, appaiono: Tom Jones, Jamie Cullum, Stefano Bollani, Branford Marsalis, Mehldau con la variazione di McBride, Blade in Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria, Wynton Marsalis, Veronica Swift. Purtroppo Umbria Jazz dovrà supplire l’assenza di Chick Corea, scomparso lo scorso 9 febbraio.

Umbria Jazz pare insomma voler dare una pronta risposta alle restrizioni imposte dalla pandemia per risollevare le sorti del settore spettacoli e cultura, forse il più penalizzato durante l’anno trascorso insieme a quello del turismo. Una risposta quanto mai auspicabile – ammesso che le condizioni lo permetteranno – in attesa nel 2022 di tornare alla formula completa, comprese le clinics del Berklee College of music di Boston che da mesi sono state annullate. Sarà dunque, questa del 2021, ancora un’edizione di transizione, anche se quasi del tutto articolata, ma vincolata sicuramente al rispetto dei presidi sanitari e alle distanze di sicurezza tra spettatori, mentre – come afferma il direttore artistico Carlo Pagnotta – pur non escludendo che già da quest’anno con decisioni last minute possano svolgersi i concerti in piazza – credo sia più probabile che il festival così come lo conoscevamo prima della pandemia, tornerà nel 2022. E nel 2023 Umbria Jazz festeggerà i suoi primi cinquanta anni.

Ma, solo dal 2022 probabilmente sarà possibile avere a disposizione lo stesso numero di posti dell’arena, circa cinquemila, mentre è difficile calcolare al momento quanti posti – sicuramente seduti e numerati – saranno previsti in questo 2021. Stesso discorso anche per il teatro Morlacchi. Tutto dipenderà dalle nuove disposizioni ministeriali in materia spettacoli dal vivo.

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