All’Erba Voglio, libreria dell’Elce, c’è sempre un libro che ti aspetta

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PERUGIA – Un luogo speciale, dove il tempo sembra essersi fermato. Il profumo, inconfondibile, di libri, quaderni, matite colorate e pennarelli. Una miriade di oggetti colorati, fogli, penne, gomme da cancellare.

E’ la cartolibreria di quartiere, negozio fisico ed esperienza sensoriale, a metà strada tra uno scrigno di tesori e una macchina del tempo, capace di incantare ma anche di ridefinirsi e venire incontro alle esigenze più eterogenee.

 

 

Per queste piccole attività il periodo non è certo dei più favorevoli: le limitazioni imposte dal periodo storico, l’inarrivabile concorrenza della grande distribuzione nonché lo strapotere delle grandi piattaforme di e-commerce, infliggono da tempo duri colpi, al punto che secondo un rapporto di Confcommercio, tra il 2008 e il 2019, sono stati ben 70mila i negozi di prossimità costretti a chiudere.

Vero è che nell’ultimo anno gli italiani, e non solo, hanno riscoperto il piacere della lettura: secondo il nuovo rapporto della Fep, Federazione degli Editori Europei sono aumentate le persone che hanno letto libri durante questi ultimi mesi. Nell’anno della pandemia, complice di certo lo stare a casa ma anche gli incentivi statali quali la 18App, la Carta Famiglia o il finanziamento degli acquisti delle biblioteche, l’editoria di varia, cioè libri di narrativa e saggistica per bambini e adulti, è cresciuta del 2,4%.
Tendenza che viene confermata anche nei primi mesi del 2021 dove vediamo un più 26% di copie vendute rispetto allo stesso periodo del 2020. Una crescita importante che mostra come, contrariamente alle oscure previsioni, il mercato del libro abbia tenuto.

Tutto bene quindi? Non proprio. Il rapporto mostra un netto cambio dei canali di vendita e dello scenario di mercato segnalando che Il 45% di queste vendite è infatti avvenuta online, Amazon in testa soprattutto tra i più giovani: il 91% degli acquisti effettuati tramite la 18App sono stati effettuati presso librerie online mentre le piccole librerie indipendenti passano dal 22% di fine 2019 al 18% di fine 2020 e, quindi, al 16% di fine marzo.

Secondo l’ultimo rapporto Istat invece “il valore delle vendite al dettaglio aumenta per la grande distribuzione (+5,2%) e diminuisce per le imprese operanti su piccole superfici (-2,1%)” e tra le flessioni più marcate, -9,2%, rientra proprio il settore libri e cartoleria.

 

Nonostante tutto però, complice il valore umano e la competenza di gestori e personale, alcune di queste piccole attività resistono ancora.

E’ il caso de L’Erba Voglio, storica cartolibreria di Elce a Perugia, gestita in maniera impeccabile e del tutto originale dalla titolare, Valentina Costantini.

Un negozio/istituzione, inserito profondamente nel tessuto urbano del quartiere e nel cuore degli abitanti. Piccolo, colorato e pieno di cose come una moderna borsa di Mary Poppins, all’Erba Voglio si passa per acquistare certo, ma anche per avere un consiglio personalizzato, per sapere qual è la lista dei materiali richiesti da tal professore o semplicemente per fare due chiacchiere. I genitori si rivolgono a Valentina per essere aggiornate sulle liste dei libri scolastici e spesso anche per un aiuto nelle ricerche, per informazioni sulle scuole limitrofe o per sapere qual è il regalo migliore per un compagno di classe (che Valentina molto probabilmente conosce di persona).

Ma L’Erba Voglio è anche piccola libreria indipendente, dove è possibile scovare vere e proprie chicche letterarie scelte dalla titolare, appassionata divoratrice di libri con i quali ha un rapporto intenso e viscerale. Ed è proprio su questo tema che abbiamo scelto di farle qualche domanda.

 

Valentina, come avviene la scelta di un libro?

 

Per me un libro è un amico, una famiglia, una parte di tutto e le mie scelte avvengono in una maniera del tutto irrazionale: scegliere un libro è qualcosa di magico e non so mai se sono io che seleziono i libri o se ci sono dei libri che mi chiamano e decidono di venire da me. La scelta del libro è carnale, istintiva, è l’incrocio tra il saper sentire lo stato d’animo che hai e percepire il momento.

L’altra mia fissa enorme nella scelta è leggere tutta la prima pagina del primo capitolo e il finale. Questa cosa può sembrare strana e illogica ma l’alfa e l’omega alla fine sono quelli che ci guidano sempre e mi danno l’idea se quella storia possa essere da me vissuta, incarnata fino ad entrare a far parte della mia storia personale e di conseguenza anche di chi decide di venire da me a farsi consigliare.

Quindi, nel mio negozio se me lo chiedi ti prenoterò un libro delle classifiche che leggi sul giornale ma più che altro troverai quello che leggo io e che mi rappresenta quel momento. Nel senso che, a differenza di posti altrettanto magici che io stessa amo esplorare come le biblioteche o le grandi catene di librerie dove trovi tutto, qui da me il rapporto con il libro è intimistico e personale.

 

Subito una domanda difficile: quali sono quindi i tuoi libri preferiti, quelli che consiglieresti sempre?

 

Una delle peggiori domande che si possano porre ad un’appassionata di libri, i tuoi libri preferiti!

Dunque… L’incipit sulla libertà di Anna Karenina, meraviglioso e intramontabile. Vogliamo piangere? Le Ceneri di Angela. Entrare  in un mondo e farne parte? Shantaram, per vivere la vera India. E ancora Norvegian Wood di Murakami, Bukowski, Keruak, Kundera, Il Cardellino di Donna Tartt, la storia di un’amicizia che travalica ogni cosa di Una vita come tante di Yanagihara.

Mi viene in mente anche il toccante Lettere tra due mari di Jacobsen dove l’Atlantico e il Mediterraneo si scrivono delle lettere come se fossero due sorelle, il visionario La meccanica del cuore di Malzieu, Amelie Nothomb con L’Entrata di Cristo a Bruxelles.

Tutti assolutamente meravigliosi, fuori dagli schemi, con una scrittura che arriva diretta al cuore, tanti sentimenti, tante incomprensioni, tanto essere uomini in maniera diversa.

E naturalmente tutti i classici, Don Chisciotte della Mancia, Guerra e Pace e tutti i libri di Agata Christie.

Ogni libro un viaggio. In tutte le pagine che ho letto ho ritrovato un pezzo di me; un pezzo di qualcuno che avevo perso, un pezzo di qualcosa che stavo cercando.

Non leggo mai un libro solo alla volta, almeno 5 o 6 in contemporanea di argomenti diversi che spaziano dalla politica, alla sociologia, dalla scienza dell’evoluzione ai romanzi.

Non c’è un genere che preferisco o uno che non mi piace, ho tanti compagni di viaggio.

Sono i nostri diversi mondi e modi di essere noi stessi: possiamo essere il nano gigante, la stella bianca, il fuoco fatuo, il bosco incendiato. Ognuna di queste parti è nostra, ha una sua forma e c’è un libro che la rappresenta, una parola, una frase, un qualcosa che verrà fuori da questa scelta.

 

E per quanto riguarda la letteratura per ragazzi?

 

Negli ultimi anni la letteratura per ragazzi è davvero meravigliosa ma anche agghiacciante perché riflette il mondo e il modo in cui stanno crescendo: una realtà di solitudine dietro gli schermi ma anche di confronto perenne e giudizio verso se stessi e gli altri.

Per incentivare e appassionare un ragazzo verso la lettura ultimamente sto proponendo i libri di Assassin’s Creed, ispirati dal famoso videogioco ma scritti da uno storico, che trattano pezzi di storia fondamentali come l’Illuminismo, il Rinascimento o la Rivoluzione Francese.
Un altro testo bellissimo è Io sono Zero di Ballerini, agonizzante realtà di un ragazzo che è cresciuto in un mondo del tutto virtuale fino a che non ha un incontro scontro con un “reale” e inizia a cercare di capire chi lui sia in realtà.

Wonder, un libro sulla diversità e, sullo stesso tema, Mio Fratello rincorre i dinosauri di Mazzariol, la storia di un fratello maggiore con un ritardo mentale molto particolare, rimasto un bambino.

Parlando di sogni mi viene in mente Alì di I ragazzi hanno sogni grandi di Casolo e Ehsani, storia un bambino che arriva a Roma dopo mille sbarchi e peripezie e scopre che quello che gli avevano fatto vedere come “wow” in realtà non è così. Alì non capisce quello che vede e si ritrova a spasso per Roma a 10 anni cercando di far conciliare ciò che lui aveva in mente con la realtà facendocela vedere come lui la percepisce.

Fantastico anche Il viaggio di Tuff, di Martin (autore del Trono di Spade) che racconta la storia dell’unico alieno obeso che, in un’attillata tutina spaziale viaggia con un gatto come equipaggio ed ha, tra ambientazioni surreali e particolarissime, lo scopo di educarci all’ecologia e all’ambientalismo in un modo magico e divertente.

 

Da te troviamo anche delle speciali guide di viaggio

 

Ognuno ha il suo modo di viaggiare, ognuno di noi ha comprato una guida per farsi un’idea e una scaletta dei luoghi da visitare.

La casa editrice Iperborea però, con la collana The Passenger, ha creato delle guide diverse che mettono in risalto le caratteristiche sociali attraverso le penne di giornalisti, scrittori o autori del luogo in questione: così ad esempio nel volume dedicato al Giappone troviamo troviamo Banana Yoshimoto che ci conduce a Shimokitazawa, nel suo quartiere preferito o la famosa scrittrice Arundathi Roy che scrive nel volume dedicato all’India un manifesto contro la discriminazione catastale.

Sono modi diversi per raccontare le città e le nazioni che rimangono dentro e diventano subito personali.

 

Quindi i tuoi clienti, pur non avendo una scelta infinita di testi magari trovano da te proprio il “loro” libro, quello che li stava aspettando?

 

In un certo senso funziona proprio così: ci sono persone che hanno una connotazione letteraria più chiara a loro stessi altri più indifferenti, altri che sono onnivori letterari. Ci sono dei momenti in cui si ha difficoltà a centrare ciò di cui si ha bisogno e qui entro in gioco io.

Abbinare il libro giusto alla persona giusta o sfidarla e farla uscire dalla propria zona di confort crea un dialogo con chi hai davanti. Una sorta di azione psicologica che dà la possibilità di esplorarsi in maniera diversa.

Se tu vendi qualcosa che hai amato o ne hai comunque apprezzato il valore questa cosa passa e fa sì che le persone tornino e ti chiedano magari qualcosa per un altro stato d’animo perché i libri sono aperture immense, lo fanno in una forma silenziosa e scritta ma tra quelle righe c’è un pezzo di te che resta.

 

 

Ti sei recentemente trasferita in una nuova sede, (sempre in via Vecchi ma al numero 58c), quali sono i tuoi progetti per il futuro?

 

Tra i miei sogni c’è la speranza di riuscire a creare nella seconda parte del negozio che, per una serie di problematiche legate alla situazione, è ancora in allestimento, un piccolo spazio che dia la possibilità ad adulti e bambini di fermarsi a leggere e utilizzarlo per proporre anche una serie di letture ed incontri a tema.

Sono del parere che comunque vada si debba uscire dall’ottica della vendita fine a se stessa: non ha più senso vendere e basta, i guadagni del settore libro per noi che siamo terzi fornitori sono talmente bassi che secondo me bisogna puntare su altro e cioè su qualcosa di umano che valga la pena. In un momento difficile come questo dove le persone si ritrovano chiuse e isolate, provare a pensare di rinunciare ad avere magari degli scaffali in più e mettere al loro posto due poltrone o un tavolino per creare uno spazio da vivere insieme all’insegna della lettura.

Sulla quantità Amazon ci vincerà sempre, avrà il libro introvabile e più raro e una scelta infinita ma sarai tu solo di fronte ad un’enorme e anonima vastità.

Qui invece puoi trovare una persona, guardarla negli occhi e sentirla raccontare una storia.

 Francesca Verdesca Zain

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