Trasimeno Prog: 4 chiacchiere a casa di…Alberto Moreno del Museo Rosenbach

Nuovo appuntamento con la rubrica “4 chiacchiere a casa di” di Trasimeno Prog con interviste ai protagonisti della musica. Domani, martedì 1 giugno, alle ore 21:30, la ventisettesima puntata vedrà ospite Alberto Moreno del Museo Rosenbach.

“La Quinta Strada” era il nome del gruppo, già attivo alla fine degli anni ’60 e formato da Alberto Moreno, Pit Corradi, Giancarlo Golzi, Marco Biancheri ed un non meglio identificato toscano detto “Calore”, che eseguiva cover di motivi stranieri come allora era usuale.

Nel 1971 il gruppo, allargatosi con l’arrivo di Enzo Merogno, Leonardo Lagorio e Stefano “Lupo” Galifi, assume la denominazione di “Inaugurazione del Museo Rosenbach”.

Il repertorio resta basto su cover ma si affacciano composizioni originali mentre dal vivo aprono i concerti di nomi come “Ricchi e Poveri” e “Delirium”.

E’ il momento della crescita dei gruppi in Italia e di quella che allora veniva chiamata musica pop;  è così che il promoter Angelo Vaggi, che stava lanciando tra gli altri il Banco del Mutuo Soccorso e la Reale Accademia di Musica contatta la formazione ligure.

Il nome è abbreviato in “Museo Rosenbach” e nel 1973 la Ricordi pubblica “Zarathustra”, album fra i più importanti del progressive italiano.

Il disco è un ottimo esempio di rock sinfonico e può essere ascritto a Moreno anche per i testi, che con la caratteristica del concept album, sono frutto di una sua ricerca filologica che il paroliere Mauro La Luce trasformerà in liriche.

Tuttavia l’album si rivela un insuccesso commerciale a causa della valenza politica attribuita alla copertina del vinile, ad opera di Caesar Monti, che raffigura anche il mezzo busto di Mussolini.

L’orientamento del movimento musicale del tempo, schierato a sinistra, fece il resto non favorendo la promozione del lavoro.

Non sortirono troppi effetti le smentite della Ricordi ed il gruppo venne persino censurato dalla Rai; ciò nel giro di poco tempo causerà lo scioglimento del gruppo e nel 1975 il batterista Giancarlo Golzi entrerà nei Matia Bazar.

All’inizio degli anni ’90 l’etichetta Mellow Records ha ripubblicato “Zarathustra” e ha realizzato altri due album con inediti e registrazioni live dei primi anni.

Sarà ancora Alberto Moreno a proporre a Giancarlo Golzi un nuovo lavoro e nel 1999, insieme a nuovi componenti viene pubblicato “Exit”.

Qualche anno dopo il gruppo, su invito della  rivista finlandese “Colossus”, partecipa alla traduzione in musica del poema “Kalevala” e compone la breve suite “Fiore Di Vendetta”.

Passa ancora del tempo e Moreno e Golzi decidono di riformare il gruppo; a loro si uniscono il primo cantante Stefano Galifi e nuovi musicisti: Max Borelli, Sandro Libra, Fabio Meggetto ed Andy Senis.

La formazione nel 2012 pubblica “Zarathustra Live in Studio” e nel 2013 è la volta del nuovo album, “Barbarica”.

Il disco è stato eseguito nel 2014 in prima mondiale all’”Italian Prog Festival” di Tokyo; la registrazione è stata utilizzata per la pubblicazione del doppio album “Live in Tokyo”.

Dopo la partecipazione nel 2014 al Baja Prog Festival di Mexicali il 13 agosto 2015 muore improvvisamente lo storico batterista Giancarlo Golzi.

Di questo e non solo si parlerà durante l’intervista, così come si tratterà la difficile situazione che è stata vissuta nell’ultimo periodo e dei progetti futuri.

L’appuntamento è per domani 1 giugno alle ore 21:30 in diretta sulle pagine Facebook di Trasimeno Prog, di Area Prog e di Vivo Umbria e sul canale YouTube di Trasimeno Prog.

#stayprog

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