Castiglione Cinema, un’edizione “vitale”

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CASTIGLIONE DEL LAGO  – Non è mai semplice ripartire. Molte le aspettative dopo rinunce talmente grandi e sconosciute che altrettanto imperscrutabili possono essere le attese che ne derivano. Certo è  che, in questo specifico caso, dall’idea di allargare i confini della Rassegna per approdare alla presenza di grandi protagonisti, su tutti Pupi Avati al Morlacchi di Perugia, questa edizione di Castiglione Cinema va in archivio con un grande, meritatissimo applauso. Condiviso e convinto.

Ieri, la degna chiusura. L’attrice, conduttrice e scrittrice Chiara Francini è stata la protagonista del talk in Piazza Mazzini dal titolo IL CIELO STELLATO DENTRO DI ME intervistata dal giornalista e critico della Rivista del Cinematografo Federico Pontiggia. “Nel mio lavoro voglio ricevere l’amore degli altri esseri viventi. Il cinema e la tv sono come delle telefonate d’amore, mentre il teatro e la scrittura sono degli abbracci.

Scrivere è riuscire a creare sulla punta di una penna quei mondi per il quale il cinema ha bisogno di un sacco di soldi. Allo stesso tempo la scrittura è un atto di grande coraggio e incoscienza, ma la cosa più stupefacente è il dialogo di carne che si instaura con i lettori. I lettori sono colpiti da un qualcosa perché leggono quello che stanno vivendo in quel preciso momento. L’altra cosa che mi rende particolarmente grata è il fatto che i lettori riconoscono i miei colori nei loro”. Un ruolo centrale nel percorso artistico di Chiara Francini è quello dell’ironia “L’ironia salverà il mondo perché è come la rimembranza, la capacità di vedere qualcosa da lontano. Se si ripensa al passato ci sono dei ricordi tristi, ma oggi si affrontano in maniera dolce perché il ricordo è la possibilità di vedere la vita alla giusta distanza. E l’ironia è la capacità di vedere a distanza la realtà. La stessa capacità del gatto protagonista del mio nuovo libro”. Rispetto al ruolo della donna nei suoi libri e nel mondo dello spettacolo e del cinema Francini ha sottolineato “La donna è una meravigliosa porta socchiusa e occorre descriverla in maniera profonda. Io cerco di farlo nei miei romanzi e nella scrittura. Spesso nei copioni dei film i personaggi femminili sono le spalle e vengono sviluppati solo in maniera bidimensionale. Avere il coraggio di fare un film che sia sorretto anche da un’interpretazione femminile di caratura può portare a risultati meravigliosi, ma non viene capito e anzi considerato un depauperare e togliere l’attenzione.”

La vicesindaca di Castiglione del Lago Andrea Sacco ha consegnato il Premio Castiglione Cinema 2021 – RdC incontra” a Chiara Francini con la seguente motivazione “Nel percorso creativo di Chiara Francini, la scrittura è una prosecuzione naturale della recitazione. Scrivere e recitare, d’altronde, sono strumenti che hanno le stese funzioni: dialogare con il mondo offrendo una visione personale delle cose, raccontare una storia che possa portare alla luce le risposte alle domande più profonde, imparare a conoscere se stessi indicando agli altri una strada per accedere alla realtà. Sul palcoscenico o sul grande schermo, Chiara Francini ha messo in scena un personaggio a suo modo unico, portando in dote agli spettatori l’ironia, la curiosità, la bellezza, il senso della commedia. E il rapporto con il pubblico costruito in questi anni si rigenera attraverso le pagine dei suoi romanzi: svelando la sua natura più coraggiosa e felicemente spiazzante, Chiara Francini dona un’idea di mondo aperta e piena di emozioni”.

Per la prima volta a Castiglione Cinema è arrivato anche il PREMIO TONI BERTORELLI intitolato alla memoria del grande attore scomparso nel 2017. Il Premio è stato assegnato da una prestigiosa giuria (formata da Marco Bellocchio, Valeria Ciangottini, Steve Della Casa, Piera Degli Esposti, Fabio Ferzetti, Roberto Herlitzka, Mario Martone e Davide Milani) a Lucia Mascino e Massimiliano Gallo, due versatili interpreti che ci hanno sempre colpito tra grande schermo, serialità e palcoscenico.

 

Abbiamo deciso di sostenere questo premio perché la vicenda umana, artistica di Toni Bertorelli è affine alla mission di Fondazione Ente dello Spettacolo che cerca di incontrare storie, persone e biografie autentiche” – ha precisato mons. Davide Milani, Fondazione Ente dello Spettacolo.

Durante l’evento Lucia Mascino ha ricordato le persone che hanno avuto un ruolo importante nel suo percorso professionale “riconoscere qualcuno è un bel sentimento perché grazie a quella persona hai iniziato, poi certo molto dipende anche da. Qui sul palco abbiamo Fabio Ferzetti che per primo ha dato fiducia a un film intitolato ‘Un altro pianeta’ che avevamo girato praticamente senza soldi e che è stato scelto da lui per il Festival del cinema di Venezia e poi anche da Robert Redford. Un altro grazie è per Filippo Timi, siamo cresciuti insieme e con lui abbiamo fatto un lungo percorso teatrale condividendo anche i momenti di peggior crisi. Lui mi diceva, vedrai io scriverò uno spettacolo per te. E poi è successo. Questo percorso poi mi ha portato poi ad essere protagonista della serie ‘Una mamma imperfetta’, la prima web serie italiana. E infine ringrazio il fatto di venire dalla provincia. In provincia sei sovraccarico. Guardavo qualsiasi tipo di manifesto e facevo di tutto: dalla pittura, alla fotografia, al canto. Avevo bisogno di trovare la mia strada. Ho fatto di tutto fino a quando ho trovato il teatro dove ho capito che mi sentivo a casa. Ecco, essere un po’ compressi ti spinge a cercare e a trovare il tuo posto nel mondo”.

Gran finale alla Rocca del Leone dove la giornalista e critica di Avvenire Angela Calvini ha dialogato con il regista e frontman dei Tiromancino Federico Zampaglione che ha regalato al pubblico un fantastico duetto con la figlia Linda sulle note di Er Musicista, uno dei brani colonna sonora del suo ultimo film Morrison proiettato poi alla Rocca.

 

Dove tutto è a metà è il titolo del romanzo scritto Zampaglione nel 2017 assieme a Giacomo Gianzini e che ha dato titolo al talk. “Il romanzo indaga quella sensazione nella vita dove le cose non sono complete e ti senti a metà. Non voglio dire insoddisfazione, ma i protagonisti sono alla ricerca di qualcosa che li renda completi e questa ricerca a volte li porta ad avere a che fare con stati d’animo difficili da gestire” – ha spiegato al pubblico Zampaglione.

Ed è proprio da questo romanzo che nasce il film Morrison che vede Zampaglione regista “Ho fatto questo film in un periodo in cui l’alternativa era quella di non fare nulla. L’idea di far lavorare tante persone capaci e di talento in un momento difficile come quello che abbiamo vissuto con la pandemia mi ha trasportato e ricorderò tutto come un’esperienza molto positiva. Morrison è un film dove ho usato la musica come sfondo per parlare della vita. Ho raccontato delle cose di me, molti ricordi di quando suonavamo con il furgone, e anche momenti difficili da artista più affermato. Viviamo in un mondo in cui uno è abituato a parlare sempre dei suoi successi, ma l’insuccesso è un amico con cui passi tanto tempo. E a nessuno fa piacere parlare del lato nero. In questo film sono stato molto sincero e le cose che accadono o sono successe a me o a persone a me molto vicine. Morrison è un film sull’incontro e sullo scambio intergenerazionale. Anche la colonna sonora è stata fatta con Gazzelle e Franco126. Un musicista adulto che si confronta e scambia con le nuove generazioni e fa capire che la musica e la passione non hanno età. Morrison è un film più sulla passione che sulla musica”– ha concluso il frontman dei Tiromancino.

 

Il Sindaco di Castiglione del Lago Matteo Burico ha poi consegnato il Premio Castiglione Cinema 2021 – RdC incontra a Federico Zampaglione con la seguente motivazione “come canta in una delle canzoni che sentiamo nel suo ultimo film, Morrison, Federico Zampaglione ha inventato un presente che non vive di abitudini. Prima nella musica e poi nel cinema, ci ha fatto entrare nel suo mondo fatto di attimi irripetibili e illusioni perdute, destini che si incrociano e tempi piccoli, riuscendo a valicare i confini della sua generazione per la sua capacità di evitare le mode e respingere le banalità. La scelta di esprimersi anche attraverso il linguaggio cinematografico è perfettamente coerente con la visione di un artista sempre interessato a sperimentare nuove esperienze creative. Dalla commedia nera all’horror fino al racconto di un’amicizia dal battito musicale, Federico Zampaglione continua ad abituarci all’esercizio dello stupore”.

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