Spoleto, alla Casina dell’Ippocastano la presentazione della “Storia della Disco music”

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SPOLETO – Si svolgerà sabato 26 giugno alle ore 18,30, alla Casina dell’Ippocastano, la presentazione del libro di Andrea Angelo Bufalini e Giovanni Savastano “La storia della Disco music” (Hoepli editore) un tomo di poco meno di 500 pagine che sviscera un fenomeno sociale e culturale prima di tutto, oltreché musicale. L’incontro con gli autori è organizzato dalla libreria Ubik di Spoleto. Il voluminoso saggio narra in prospettiva socioculturale la storia di un genere musicale – melting pot sonoro, sociale e culturale – che da movimento underground si è evoluto in carismatico trend-setter di massa. Dalle originarie discothèques di Parigi alle radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica, il rock e il jazz, la metodica e dettagliata ricerca riserva uno spazio anche alla prima Italo Disco. Cinquecento pagine ricche di racconti, aneddoti e citazioni con la prefazione di Gloria Gaynor e l’introduzione di Amii Stewart, due regine dell’epoca d’oro, e le postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo: una vera e propria guida per orientarsi tra correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticare il ruolo dei DJ, dei personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna. Con un approccio poliedrico, La storia della Disco music tratta ampiamente la realtà sociale, politica e culturale degli anni d’oro del genere, sia in Italia che nel mondo, dimostrando come sia stato e continui ad essere un fenomeno di aggregazione tra razze, sessi e ceti, contro pregiudizi, razzismo e omofobia.
Basta scorrere una qualsiasi classifica di quarant’anni fa per trovare canzoni diventate leggendarie non solo sul dancefloor, ma anche negli annali della musica pop: da Hot Stuff di Donna Summer a I Will Survive di Gloria Gaynor, da Good Times degli Chic a Knock On Wood di Amii Stewart, fino allo storico duetto di Donna Summer e Barbra Streisand, No More Tears (Enough Is Enough).
“La Disco Music resterà per sempre impressa nel DNA della musica” – affermano gli autori. “Neanche quando, a tre mesi di distanza dall’apice del suo successo, nel 1979, ebbe luogo la “Disco Demolition Night”, la più vergognosa e violenta crociata contro il genere, che vide bruciare a Chicago migliaia di dischi, si riuscì a “ucciderla”. Quell’atto lasciò trasparire l’intolleranza, il razzismo e l’omofobia di un gruppo di fanatici sostenuti da una frangia dell’industria discografica”.

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