Mario Tozzi e Enzo Favata: i “demitizzatori” a Spoleto per “La Voce della terra”

SPOLETO – Demistificare e demitizzare in un sol colpo. Non è operazione facile, perché presuppone traslare la narrazione del mito che affonda le radici in secoli di tradizione, in qualcosa d’altro: in scienza, ad esempio, in fisica o geologia. E così che Mario Tozzi e Enzo Favata, rispettivamente ricercatore del Cnr, geologo e tra i divulgatori più efficaci della tivù e musicista, sperimentatore con un’attitudine particolare per i synth e l’elettronica, si sono posti durante il terzo e ultimo appuntamento de “La Voce della Terra” a Spoleto nel ruolo di disvelatori, denudando il mito per rileggerlo alla luce delle ipotesi, di cui molte verificate, che la scienza offre rispetto a quel mix tra immaginazione, credi, superstizioni e religioni che tramandano tutt’oggi le “certezze” della narrazione tra fiaba e leggenda. Se non fosse che fiabe e leggende molto spesso trovano spiegazioni all’inspiegabile ricorrendo a motivazioni di carattere animico, psichico nell’eterna contrapposizione tra bene e male.

Non basta, perché tralasciando le origini del mito di Atlantide e sottolineando soltanto che Atlantide potrebbe essere identificata nella Sardegna sommersa da un catastrofico tsunami o dall’impatto con un meteorite e che le misteriose origini degli Etruschi in realtà siano strettamente connesse all’esodo dei nuragici, per rimanere nella stretta relazione che lega il territorio umbro ai terremoti, i disvelatori hanno evidenziato anche le motivazioni culturali secondo le quali i giapponesi abbiamo escogitato sistemi di costruzione molto più efficaci dei nostri e come in realtà riescano a convivere con terremoti che da noi avrebbero effetti devastanti. Questo diverso atteggiamento affonda esso stesso le radici nel mito di Namazu, un enorme pesce gatto che dal sottosuolo con i suoi colpi di coda provocherebbe i terremoti. Namazu è sotto il controllo diretto di Kashima, dio del tuono che lo limita nei suoi movimenti con una grande pietra, ma quando la divinità si allontana, Namazu si agita per cercare di liberarsi e provoca i terremoti. Nonostante Namazu sia fonte di immense sciagure non è mai considerato in senso completamente negativo perché esso stesso apportatore con i sismi di un nuovo equilibrio, metafora della dottrina taoista che nell’equilibrio tra lotta tra Ying e Yang fonda i suoi principi. Se da un lato dunque artigiani e piccoli commercianti avranno le case distrutte dal terremoto, il nuovo equilibrio verrà creato dalla grande mole di lavoro che avranno carpentieri e venditori di legno che pregheranno Namazu affinché provochi nuovi terremoti. E’ in qualche modo il senso dell’entropia che genera caos per poi trovare un nuovo equilibrio. Al contrario del nostro Sant’Emidio santo protettore dei terremotati posto in cielo piuttosto che nel sottosuolo e che indica un atteggiamento fatalista che finisce per identificare una motivazione divina e ultraterrena alla sciagura e alla distruzione. Ergo, il mito rassicura ancora oggi, nonostante i disvelatori ne rivelino i limiti di credenze e superstizioni.

 

Foto: Stefano Principi

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