La stangata di luce e gas rischia di affondare la ripresa economica. Il Codacons: “Effetti pesanti sui consumi”

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PERUGIA – E’ ufficiale, dallo scorso 1 ottobre sono scattati gli aumenti di luce e gas: a darne notizia è l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Si tratta del + 29,8% per luce e +14,4% per gas. Che tradotto in euro, a quanto hanno calcolato le associazioni dei consumatori, significa una “stangata” da oltre 338 euro complessivi, di cui +183 euro per la luce, +155 euro per il gas, in un periodo in cui molte persone hanno perso il lavoro e di forte crisi economica, accentuata dall’emergenza pandemica.

“La misura esatta di questi incrementi, soprattutto nella nostra regione – spiega Rita Bartoloni, Codacons Umbria – si avrà solo a metà ottobre, quando l’Istat avrà pubblicato i dati provvisori, ma sicuramente la tendenza è all’aumento con valori su base annua che non si vedevano da ottobre 2012, complessivamente del 2,6% come inflazione. A essere colpito non è solo il settore dell’energia e del gas, ma tutta la produzione di beni di consumo, fino al carrello della spesa. Ci attendono ulteriori momenti di complessità. Fra l’altro, come Codacons registriamo, in questi ultimi mesi, una difficoltà crescente delle famiglie, anche sotto il profilo del sovra indebitamento”.
Dunque, come riferisce il Codacons si tratta di “aumenti record mai registrati prima in Italia, nonostante le misure di contenimento adottate dal Governo. La maggiore spesa che dovranno affrontare gli italiani per le forniture di energia, unitamente all’escalation dei prezzi al dettaglio che si sta registrando nel nostro paese, rischia di avere effetti pesanti sui consumi. Le famiglie reagiranno infatti alla stangata riducendo gli acquisti e contenendo le spese, con conseguenze negative per la ripresa economica. Per tale motivo – si legge in una nota nazionale del Codacons – ribadiamo la richiesta al Governo di intervenire in modo strutturale sulle bollette, perché quanto fatto finora non basta a risolvere il problema del caro-energia”.

Energia ed esenzioni

C’è una fascia di popolazione, circa 3 milioni di persone, che potrà vedersi azzerati gli aumenti, attraverso il bonus energia: nuclei che hanno un Isee inferiore a 8265 euro annui; nuclei familiari numerosi (Isee 20.000 euro annui con almeno 4 figli); percettori di reddito o pensione di cittadinanza; utenti in gravi condizioni di salute e utilizzatori di apparecchiature elettromedicali.
Veniamo alle aziende. Per circa 6 milioni di piccolissime e piccole imprese (con utenze in bassa tensione fino a 16,5kW) e per circa 29 milioni di clienti domestici, sono invece azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema, per il quarto trimestre 2021.

Gas ed esenzioni

Circa 2,5 milioni di persone potranno beneficiare del bonus sociale gas. Per tutti gli altri utenti, l’Iva oggi prevista al 10 e al 22% a seconda del consumo, è portata al 5% e gli oneri di sistema sono azzerati.
Grazie al provvedimento anti-stangata sono stati stanziati oltre tre miliardi, di cui due miliardi per tagliare gli oneri di sistema, 480 milioni per bloccare l’Iva al 5% sui consumi di gas metano e altri 450 milioni per rafforzare il bonus sociale.
Al netto di eventuali sgravi, resta il problema enorme che questi incrementi trascinano con loro anche altri rincari, con conseguenze sui prezzi di tutti i beni di consumo, rischiando, da un lato, di affondare persino la ripresa economica; dall’altro di accentuare il fenomeno dell’usura.

Naighi

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