La serata inaugurale del Roma Jazz Festival all’insegna della multimedialità

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Si è aperta lunedì 1 novembre nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica la 45^ edizione del Roma Jazz Festival.

Sempre più immersi nella multimedialità protagonisti quest’anno sono i QR Code, come si evince dal manifesto; codici ormai parte quasi imprescindibile dell’attualità che in quest’ambito creano una fusione tra immagine e suono. Da qui Jazz Code, un codice aperto verso la ricerca del nuovo, una sorta di ponte tra le arti dove musica ed immagine entrano in sintonia.

Ad aprire la manifestazione il trio del pianista polacco Marcin Wasilewski ed il sassofonista americano Joe Lovano che hanno pubblicato per l’etichetta tedesca ECM lo scorso anno Arctic riff, album che a causa della pandemia non era ancora stato portato in tour.

Lo si recupera ora, anche se da poche settimane il trio ha rilasciato anche un nuovo disco, sempre per la stessa etichetta, En attendant; i due album, pur essendo stati pubblicati in momenti differenti sono stati entrambi registrati nel mese di agosto 2019 in Francia.

Il trio di Marcin Wasilewski

Nella storia del trio polacco l’incontro con il trombettista Tomasz Stańko è stato determinante; la loro collaborazione è iniziata alla fine degli anni ’90 ed è stata preceduta da occasionali collaborazioni concertistiche tra Stańko e Wasilewski.

Il Simple Acoustic Trio – così si chiamava all’epoca – aveva trovato con il trombettista polacco – la possibilità di farsi conoscere e grazie a lui hanno inciso assieme per la ECM tre album: Soul of things (2002), Suspended night (2004) e Lontano (2006), seguendo poi il musicista in tour.

In seguito il gruppo ha continuato ad incidere, come Marcin Wasilewski Trio diversi album, sempre per l’etichetta tedesca, ad iniziare da Trio nel 2005 fino al recentissimo En attendant..

Così dopo circa cinque lustri di attività si è arrivati alla collaborazione con uno tra i migliori sassofonisti, Joe Lovano, con cui stanno affrontando questo tour europeo di una quindicina di date, di cui cinque in Italia (dopo Milano, Palermo, Catania, Roma e Venezia), per presentare l’album Arctic riff.

La copertina di Arctic riff

Sul palco Marcin Wasilewski al piano, Slawomir Kurkiewicz al contrabbasso, Michal Miskiewicz alla batteria e Joe Lovano hanno iniziato in maniera un po’ contratta e l’atmosfera è risultata piuttosto fredda anche se perfetta stilisticamente.

Dopo l’esecuzione del brano Forth worth di Lovano e della ballad Fading sorrow (a mio giudizio senz’altro la traccia migliore dell’album), i musicisti hanno forse trovato la quadra ed il concerto è proseguito in modo molto più affascinante.

Nella parte centrale un bel solo del contrabbassista ed in quella finale anche del batterista che ha  iniziato la sua performance poco più che sfiorando i piatti del suo strumento.

Per quanto riguarda Wasilewski e Lovano hanno fornito una prova molto convincente; il lirismo del polacco e l’inventiva dell’americano hanno riscosso il consenso del purtroppo non numeroso pubblico presente a questo primo appuntamento del festival.

Le foto della serata sono di Enrico Tomassini

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