La fascia olivata Assisi-Spoleto patrimonio Unesco: una sfida da vincere

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TREVI – Ottobre e novembre sono i mesi, per tradizione, vocati a riscoprire i sapori della terra, dalle castagne, all’olio nuovo, passando per il buon vino. E tra Cantine e Frantoi aperti, le manifestazioni per celebrare le eccellenze della nostra regione si susseguono. A Trevi, si è appena concluso Festivol 2021, la kermesse che celebra l’olio nuovo e la prima spremitura. Una scoperta sensoriale fra gusto e vista, con il nostro paesaggio che diventa esso stesso un percorso esperienziale. Scale, reti e braccia che dominano le nostre colline per regalarci l’oro verde.

E fra le tante iniziative, nell’ultimo fine settimana di ottobre, al Teatro Clitunno di Trevi si è parlato anche de “La sfida della candidatura della Fascia Olivata Assisi – Spoleto: una grande occasione per la promozione dell’ “eno-oleo turismo”. La fascia olivata è infatti candidata a diventare patrimonio dell’Unesco. Spazio anche alla lettura, con la presentazione de “L’Olio e gli altri ingredienti della nostra vita”, di Maurizio Pescari e la partecipazione di Antonio Balenzano direttore Associazione nazionale Città dell’Olio; oltre alla premiazione, da parte del sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio di “Trevi Produce eccellenza”.

Per il Conte Franco Silvano Toni di Cigoli, tra i premiati, “ciò che proviamo a fare tutti i giorni è coltivare le tradizioni di famiglia perché abbiano un futuro. E per questo abbiamo voluto portare Trevi in Umbria, in giro in tutto il mondo. La nostra attività di impresa agricola deve far quadrare i conti e deve dare futuro a una tradizione e Trevi deve avere un ruolo nel mondo”. Il Conte ha lanciato anche l’idea di creare, all’interno del Comune, uno sportello per gli imprenditori per fare impresa più velocemente. Ha sottolineato anche la necessità di “recuperare le cultivars che sono del territorio per avere una filiera tracciata dalla particella catastale, fino alla tavola attraverso la bottiglia, ma e senza i crù non andiamo da nessuna parte”.

Naighi

 

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