Enrico Tiacci insignito del Premio “Beppe Della Porta” per le ricerche su leucemia a cellule capellute

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ROMA – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato ieri mattina al professor Enrico Tiacci, Associato di Malattie del Sangue presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia, il prestigiosissimo Premio Biennale “Beppe Della Porta” per Ricerche Innovative in Oncologia, un riconoscimento promosso dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. La cerimonia si è svolta a Roma, nella solenne cornice del Palazzo del Quirinale, in occasione della conclusione dei Giorni della Ricerca.

Talesa, Tiacci ed Oliviero

Il Premio è stato attribuito al Prof. Tiacci: “Per l’impatto esemplare sulla diagnosi e la terapia delle neoplasie ematologiche acute e croniche, in particolare per la scoperta della lesione genetica della tricoleucemia e la sua traduzione in un innovativo approccio clinico” come si legge nella motivazione redatta dalla commissione di esperti nominata da AIRC. Il Premio Biennale “Beppe Della Porta” ha come obiettivo quello di favorire il consolidamento della carriera scientifica di un ricercatore che, operando presso una struttura scientifica del nostro Paese, abbia ottenuto risultati originali e di risonanza internazionale nel settore della ricerca sul cancro.

“Il prestigioso premio conferito al Prof. Enrico Tiacci, oltre a costituire motivo di orgoglio per l’intera comunità accademica dell’Università degli Studi di Perugia – ha evidenziato il Magnifico Rettore, Prof. Maurizio Oliviero – rappresenta un’ulteriore riprova dell’eccellenza, riconosciuta internazionalmente, della ricerca universitaria e del costante impegno dell’Ateneo a favore del benessere delle persone e della crescita, anche scientifica, del territorio e dei suoi servizi. Si tratta, inoltre, di un’esemplare testimonianza della straordinaria passione e dedizione delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori, eredi di una lunga e autorevole tradizione di cui celebriamo quest’anno i sette secoli di storia. Al Prof. Tiacci vanno le mie più vive congratulazioni, a nome personale e dell’Ateneo, nella certezza che molti altri successi seguiranno a questo”.

“A nome e per conto di tutto il Dipartimento di Medicina e Chirurgia – ha dichiarato il Direttore Prof. Vincenzo Talesa – esprimo le più vive congratulazioni per il premio consegnato dal Presidente della Repubblica al Prof. Tiacci per le ricerche condotte in campo emato-oncologico. Nello specifico, per ‘L’impatto esemplare sulla diagnosi e la terapia delle neoplasie ematologiche acute e croniche, in particolare per la scoperta della lesione genetica della tricoleucemia e la sua traduzione in un innovativo approccio clinico’. Questo a conferma di quanto il brillante lavoro di ricerca fatto con dedizione e abnegazione, caratterizza, da sempre l’operato del Prof. Tiacci”.

“Voglio esprimere, personalmente e a nome dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – ha sottolineato il Direttore generale dottor Marcello Giannico -, le più sentite congratulazioni al Prof. Tiacci per essere stato insignito di tale prestigioso premio che conferma l’alto Valore della ricerca in campo ematologico. Campo, di cui l’Ospedale si fregia grazie alla struttura complessa di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo di cui fa parte il Prof. Tiacci. Il riconoscimento attribuitogli al Quirinale testimonia come sia fondamentale la virtuosa integrazione tra esperienza clinica e ricerca scientifica per fornire risposte terapeutiche sempre più adeguate ai nostri pazienti”.

Il Prof. Tiacci, Associato di Malattie del Sangue al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo e medico ematologo all’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, è un esponente di spicco della prestigiosa scuola ematologica perugina fondata dal Prof. Massimo F. Martelli, e da più di venti anni è impegnato nella ricerca sui tumori del sangue. In particolare, insieme al Prof. Brunangelo Falini, il Prof. Tiacci ha scoperto la causa di una particolare forma di leucemia, detta tricoleucemia – la leucemia a cellule capellute -, identificandola nella mutazione del gene BRAF, mettendo poi a punto, attraverso sperimentazioni cliniche che hanno visto l’Università e l’Ospedale di Perugia capofila in Italia e nel mondo, una terapia con un farmaco intelligente, il vemurafenib, che blocca il gene BRAF ed è molto efficace anche in pazienti non più responsivi alla chemioterapia, sia quando usato da solo ma ancor più quando combinato all’immunoterapia con l’anticorpo monoclonale rituximab. A questi straordinari risultati, pubblicati negli ultimi 10 anni in una serie di articoli sul New England Journal of Medicine, la rivista scientifica peer-reviewed a più alto impact factor, hanno dato un contributo cruciale moltissimi collaboratori dell’Istituto di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo, ora diretto dalla Prof.ssa Cristina Mecucci, tra cui in particolare i dottori Gianluca Schiavoni, Valentina Pettirossi, Alessia Santi e Luca De Carolis.

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