Labbro, paese solitario e affascinante tra i monti reatini con vista sul lago di Piediluco

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RIETI – Le bellezze naturali di Labbro, piccolo comune in provincia di Rieti, sono note non solo per la sua posizione dominante la vallata sul lago di Piediluco ma anche per la salubrità sia dell’aria, fresca e pulita, sia per i suoi prodotti tipici e i beni storici artistici. Antico possedimento di nobili famiglie fin dall’alto medioevo è stato sempre, punto centrale di appetiti politici ma soprattutto strategici per la sua posizione di confine tra vari territori umbro sabini e laziale. Se le testimonianze storiche legate all’ impianto urbanistico, ancora ben visibili come le mura merlate, i torrioni e le porte che compongono il castello, il palazzo Vitelleschi,  non sono da meno le testimonianze artistiche date dai luoghi di fede, presenti, sia nel centro storico, tra vicoli e piazzette, che in periferia come l’ex convento di Santa Maria della neve oggi resort. Stemmi scolpiti in pietra si possono ammirare sia sui portali di palazzetti gentilizi, sia sui muri delle case tra vicoli e archetti a tutto sesto.
La Collegiata di Santa Maria Maggiore, del 1508 ma di impianto antecedente, è a pianta centrale con alcune cappelle laterali. L’ interno, coperto da volte a vela dipinte con il cielo stellato e abbellito da motivi in cotto. Pregevoli alcuni dipinti nelle cappelle laterali come l’ Annunciazione di scuola umbra attribuita al Torresani. Vale la pena soffermarsi su questa pregevole opera.
L’affresco è incastonato in una mostra in pietra, scandita da due colonnine laterali e un cornicione montante; all’ interno, la scena  riproduce: a sinistra la Vergine Maria assorta nella preghiera con tanto di letto con il baldacchino alle sue spalle; a destra l’Arcangelo Gabriele che porge alla Vergine il giglio bianco con la mano sinistra. Le due figure sono divise da una colonna dipinta che isola nettamente i due personaggi. In un altra cappella il dipinto su tela, incastonato in una mostra di altare tra stucchi e putti, raffigura Santa Caterina d’Alessandria; San Francesco che riceve le stigmate; e un altro altare con affresco raffigurante il martirio di Santa Caterina d’Alessandria. Ricchi di decorazioni e stucchi  sono questi altari  per lo più votivi beneficati dalla nobile famiglia dei Vitelleschi signori del luogo.
L’altare maggiore reca nella pala un bel Crocefisso ligneo, incastonato in una bella mostra tra stucchi e colonne con angeli. Insomma questo piccolo comune abbarbicato sul colle, e una vera meraviglia con i suoi stucchevoli sfondi montani delle alture di Leonessa il Terminillo e a valle  il lago.

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