Gubbio, il 4 dicembre si inaugura la nuova “casa” della Scuola di specializzazione in Beni Storico-Artistici di UniPg

Condividi su facebook
Condividi su twitter

GUBBIO – Ci vuole un tetto per fare in modo che, sotto di esso, possiamo preservare le nostre cose, quelle a cui teniamo e che, magari, vorremmo potessero essere condivise e, poi, tramandate. In questo caso si tratta di una scuola. Prestigiosa. E’ quella di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università degli Studi di Perugia. La più grande in Italia nel settore. Questo nuovo tetto verrà inaugurato sabato 4 dicembre alle ore 16. Per di più ha un prestigio di per sé storico e monumentale di assoluto rilievo: si tratta infatti del complesso di San Benedetto, a Gubbio, messo a disposizione dal Comune e appena restaurato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

 

La “padrona di casa”, ci permetterà questa amichevole definizione la professoressa che più volte abbiamo avuto l’opportunità di ospitare nell’edificio redazionale di Vivoumbria, è Cristina Galassi.

“Nasciamo come scuola solo sei anni fa – spiega Galassi – a seguito del decreto ministeriale del 31 gennaio del 2006 sul riassetto delle scuole di specializzazione nel settore della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale e nonostante  ciò siamo diventati in breve tempo il caso più ampio in Italia e anche un modello aggregativo per il futuro delle scuole, in genere mono sede. Non è casuale- continua Galassi –  la collocazione nel territorio, in una sede importante dal punto di vista storico e culturale e del patrimonio sia materiale che immateriale come Gubbio che generosamente ospita la scuola e ne ha fatto il perno della penetrazione dell’Università degli Studi di Perugia sul territorio per didattica, ricerca e terza missione”.

L’INAUGURAZIONE

Al taglio del nastro della nuova sede parteciperanno la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei che ha dato anche il patrocinio regionale all’iniziativa; il sindaco di Gubbio, Filippo Mario Stirati; il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Maurizio Oliviero; la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Cristina Colaiacovo; il direttore del Dipartimento di Lettere-Lingue letterature e civiltà antiche e moderne Stefano Brufani; il  direttore della Scuola di specializzazione in Beni Demoetnoantropologici Daniele Parbuono e, ovviamente, la direttrice della Scuola di specializzazione in Beni Storico-Artistici, Cristina Galassi.

Dopo i saluti degli intervenuti e di una rappresentanza degli specializzandi Chiara Cruciani, Mattia Giancarli, Jessica Monacelli, la direttrice Edith Gabrielli del Vittoriano e Palazzo Venezia terrà una prolusione sui musei italiani nella prospettiva del PNRR. A seguire una visita della nuova sede e una presentazione delle sculture della Biennale di Gubbio, a cura di Alessandra Migliorati, vicedirettore della Scuola.

LA SCUOLA

E’ una scuola di alta formazione di terzo livello dopo la laurea triennale e magistrale consorziata con altri 11 prestigiosi atenei italiani: Pescara-Chieti, Teramo, L’Aquila, Urbino, Molise, Milano Iulm, Parma, Salerno, Basilicata, Tuscia, Calabria. La scuola, che a sede a Gubbio fin dalla sua fondazione sei anni anni fa, era prima ospitata nel complesso di Santo Spirito. Gli atenei in consorzio coprono molta parte del territorio italiano con un corpo docente di circa 80 professori, cosa questa molto apprezzata e che rende la didattica particolarmente variegata. Negli ultimi due anni accademici è stato raddoppiato il numero degli atenei consorziati e triplicato il numero degli iscritti, si tratta infatti della scuola con il maggior numero di iscritti in Italia.

GLI OBBIETTIVI

La mission è chiara: formare specialisti con uno specifico profilo professionale nel settore della tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, del Cultural Heritage. La formazione prevede infatti, nei due anni di percorso formativo in cui è articolata la Scuola, oltre l’approfondimento delle discipline caratterizzanti il percorso specifico. Quindi lo studio dell’arte dal tardo antico al contemporaneo, conoscenze relative alla tutela, valorizzazione e didattica del museo, delle evidenze urbanistiche e territoriali; relative alla conservazione e restauro e alla conservazione dei beni culturali; necessarie ad acquisire competenze per un approccio economico nel campo della gestione manageriale delle strutture museali, di eventi culturali e organizzativi, nell’ambito della valutazione dei beni culturali e degli investimenti su di essi; miranti  a fornire conoscenze di base relative agli ordinamenti concernenti i beni culturali e la loro tutela giuridica. Importantissima anche l’ attività di formazione e di tirocini, escursioni didattiche, stages mediante stipula di convenzioni con il ministero per i Beni e attività culturali e con istituzioni pubbliche e private di particolare qualificazione”.

“Abbiamo iniziato – spiega ancora la professoressa Cristina Galassi – un percorso molto apprezzato di conferenze e webinar di livello nazionale e internazionale con una media 200 fruitori ad evento nell’a.a. 2020-2021, in collaborazione con la Scuola di specializzazione in Beni Demoetnoantropologici. Ciò va dalla convenzione di Faro, ai musei della memoria della Shoah e della Resistenza, ad incontri con videoartisti, direttori di musei, e tante altre iniziative, compreso un seminario sulle problematiche dei musei al tempo del COVID ma manche sulle opportunità e i cambiamenti connessi  a nuove forme di comunicazione, che hanno per esempio aumentato anche per i musei storico artistici una modalità di approccio che è lo storytelling molto usata nei musei demoetnoantropologici.

Vogliamo favorire – dice Galassi – anche la continuità tra formazione specialistica e mondo del lavoro, rendendo i profili professionali più aderenti tanto ai nuovi confini del patrimonio culturale, quanto ai fabbisogni di istituti, organizzazioni e imprese culturali. Inaugurare la nuova sede ha un enorme significato anche simbolico: si tratta di tornare alle attività in presenza, compresi i seminari a latere della didattica curricolare, in un contesto magnifico e bellissimo, dal punto di vista del valore anche architettonico e artistico della struttura che ci ospita, nella quale i nostri allievi si trovano a formarsi e a studiare con i migliori specialisti in Italia del settore in mezzo alle opere d’arte che studiano. L’esito raggiunto, che è il frutto della straordinaria sinergia delle istituzioni, in primis dell’impegno del Comune di Gubbio, della Fondazione Cassa di Risparmio, delle Università consorziate, ci permetterà, nei prossimi anni, di lavorare in una struttura monumentale, adatta non solo per un corso di alta formazione ma anche per progettare iniziative culturali ed espositive di grande livello nelle quali coinvolgere un corpo docente tanto qualificato insieme alle giovani leve del mondo dell’arte e della conservazione del patrimonio culturale”.

Che dire, buon lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articoli correlati

Commenti