Un’escursione fiabesca tra l’arte del Perugino e dello Spagna fino a raggiungere Trevi

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TREVI – Dal Santuario della Madonna delle Lacrime alla montagna si può intraprendere un viaggio, a piedi, con calma, attraversando svariati contesti, in cui non sembra mancare proprio nulla. C’è la cultura che si intreccia a straordinari panorami e c’è la bellezza di un territorio che racconta una storia straordinaria, basta solo lasciarsi guidare dal desiderio della scoperta e dalla guida ambientale escursionistica Massimiliano Cremona.

Nel Santuario sono custoditi affreschi di valore inestimabile appartenenti al Perugino e allo Spagna. Nel sito www.iluoghidelsilenzio.it si legge che tutto ebbe inizio così: “La fondazione del santuario è connessa all’evento miracoloso, un’immagine della Madonna, dipinta da un modesto pittore locale sulla facciata della casa colonica di un certo Diotallevi Santilli, che rappresentava una Madonna col Bambino e S. Francesco che recava la data 3 ottobre 1483, la sera di un venerdì 5 agosto 1485 fu vista piangere lacrime di sangue.
La novità del miracolo suscitò una forte devozione popolare; l’immediata frequentazione del luogo dell’evento da parte dei devoti, la necessità di gestire elemosine e lasciti a favore di una chiesa che custodisse l’immagine, produssero l’interessamento del Comune di Trevi, che in un primo tempo si preoccupò di proteggere con una tettoia l’immagine sacra, successivamente si fece promotore dell’edificazione del santuario. Nel novembre 1485 venne dato l’incarico del progetto al toscano Francesco di Pietrasanta e due anni dopo fu murata la prima pietra. (…)
Nel 1997 ha subito una chiusura per danni strutturali dovuti al sisma che ha interessato l’Umbria e le Marche; è stata riaperta provvisoriamente nel 2004 in occasione delle manifestazioni in onore del Perugino e successivamente nel 2006 è stata definitivamente riaperta”.

Ad accompagnare la presenza della Madonna delle Lacrime vi è l’affresco “Adorazione dei Magi” del 1521. Nella chiave dell’arco vi è lo stemma della famiglia Valenti, che ne ottenne il patronato nel 1679. Pietro Vannucci segnò il proprio nome sulla predella del basso trono: “Petrus De Castro Plebis Pinxit”. Il quadro principale è un centone di soluzioni già sperimentate, ma a Trevi Pietro fa muovere i suoi eleganti personaggi all’interno di una cornice all’antica e ne sfrutta la parte architettonica per ottenere l’illusione di un arco di trionfo.

E’ del 1520 il “Trapasso di Cristo al Sepolcro”, affresco che si trova dall’altra parte del Santuario, a sinistra rispetto all’altare, commissionato a Giovanni Pietro detto ‘Lo Spagna’, che si ispira, in particolare nella figura del Cristo, al celebre dipinto di Raffaello nella cappella Baglioni in San Francesco al Prato a Perugia.

L’escursione, partita da capolavori storici e artistici, è proseguita con una salita costante, fino a raggiungere la località “La Valle”.

Durante il percorso colpisce il cambiamento dei colori e della vegetazione, solcando un territorio prima ricco di olivi e poi di bosco misto.

Dopo il passaggio dalla frazione “Coste”, si è aperta la discesa che ha creato una festa per lo sguardo svelando la fascia olivata, il panorama amplissimo sulla Valle Umbra, fino al borgo di Trevi sempre più vicino. In circa dieci chilometri e con 410 metri di dislivello, si pregusta l’arrivo nella cittadina dell’olio, dalle piazze accoglienti e con ville di pregio.

In questo periodo dell’anno, con la nebbia che ovatta il percorso, l’escursione diventa fiabesca.

 

 

Floriana Lenti

 

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