Teatro di Sacco: alla Sala Cutu c’è Linda Caridi il 13 marzo con “Il Bambolo”

PERUGIA – L’appuntamento, per la Stagione Indizi 2021-2022, è di quelli da non perdere perché Teatro di Sacco presenta lo spettacolo “Il Bambolo” che per protagonista ha l’attrice Linda Caridi domenica 13 marzo alle 18 alla Sala Cutu, a Perugia.

Linda Caridi

“Caridi – si legge nella nota stampa del Teatro di Sacco – è una giovane attrice poliedrica, che passa dal teatro, al cinema alla TV, emozionando il pubblico e regalandogli il suo grande talento. L’attrice ha recentemente interpretato Tullia nel fortunato film Supereroi (regia di P. Genovese 2021) e serie TV di successo (Felicia Impastato, Storia di Nilde) come Il Cacciatore (regia di S. Lodovichi, D. Marengo) dove vestiva i panni del magistrato Paola Romano. La sua attitudine e professionalità le valgono, nel 2020, la nomination al premio David di Donatello come migliore attrice protagonista per Ricordi? (regia di V. Mieli 2018). Altra importante candidatura al premio Nastri d’Argento 2021 come migliore attrice non protagonista per la pellicola Lacci (regia di D. Luchetti 2020).

LO SPETTACOLO

 

Foto di scena Lucia Menegazzo

La regia de Il Bambolo è di Giampiero Judica, il testo di Irene Petra Zani, prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Produzioni e Argot.

“Attraverso la comica tragedia di un amore impossibile – si legge nelle note di regia –  il testo affronta una tematica delicata, la patologia dell’anoressia, intesa nell’accezione di sintomo e difesa a seguito di un abuso avvenuto nell’infanzia. Una giovane Donna è sulla riva del mare con il suo compagno di una vita: un Bambolo gonfiabile, di plastica, così come gran parte dei materiali della scena e dei costumi come a rafforzare la dimensione non realistica e l’identificazione nella quale la coppia si trova immersa. Per la Donna il Bambolo è vero e i suoi occhi senza sguardo sono gli unici occhi che lei può amare. Il loro amore è difficilmente degradabile, come la plastica. Il Bambolo è un oggetto d’amore che non prevede la sessualità – legata all’abuso paterno – ed è anche una risposta surrogata a una domanda d’amore che non comporta un reale incontro con l’altro”.

Il monologo è strutturato in tre quadri. Dal primo al terzo quadro la donna si libera
progressivamente degli strati di vestiti di plastica che ha indosso a testimonianza della graduale
presa di consapevolezza del personaggio e alla conseguente rottura della relazione con il Bambolo, che da partner relazionale diventa sempre più uno spettatore muto che partecipa, insieme al pubblico, al percorso della protagonista. Quando la Donna riesce a rivelare a sé stessa i segreti della sua infanzia può dire addio al Bambolo, che sgonfia in un abbraccio, ed è pronta per entrare nel mare da sola e, finalmente, nuotare e iniziare a vivere.

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Info & prenotazioni 320.6236109 (anche WhatsApp). Ingresso consentito solo ai possessori di Green Pass rafforzato. Direzione artistica Roberto Biselli. Direzione organizzativa Biancamaria Cola

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