Nel caos che viviamo spicca il Silentium di Giuliano Giuman all’Abbazia di Sassovivo

FOLIGNO E’ nel silenzio e nella sacralità dell’Abbazia di Sassovivo, una delle più antiche testimonianze della presenza benedettina in Umbria, arroccata su uno sperone, che le opere di Giuliano Giuman raccontano di sé e del loro artista.

Giuman torna a esporre e lo fa con Silentium, sino al 7 ottobre prossimo: un percorso di 23 opere fra pittura, fotografia e installazioni, con cui compiere un viaggio alla scoperta del noi e del mondo.

“Nel caos che stiamo vivendo ora – racconta il maestro umbro, nella conferenza stampa di presentazione che si è tenuta all’Accademia di Belle Arti, a Perugia – in cui il rapporto con il mondo è stato totalmente messo in discussione, catapultandoci in un presente che non ci saremmo mai aspettati, l’Arte diventa una chiave di lettura indispensabile, anche per indagare il nostro spirito”.

“Silentium . prosegue Giuman – è una riflessione sul mondo esterno, ma anche ascolto di sé. Un viaggio intorno al concetto del sacro in un momento storico fatto anche di difficoltà e di profonde incertezze; un percorso di amplificazione della percezione esterna (gli altri) e interna (noi stessi)”.

Giuman mette in evidenza il tema del silenzio, che non rappresenta un vuoto, al contrario, è il modo in cui si organizza la presenza: essere, essere nel presente, adesso. 

“Questa mostra – ha aggiunto il direttore De Albentiis – è un invito alla riflessione, al far silenzio, al guardarci dentro, e questo è un regalo profondo che Giuliano ci fa”.

Del recupero dell’Abbazia ha parlato la presidente Taddei: “grazie al recente restauro sono stati ricavati degli spazi dedicati all’arte contemporanea e ora possiamo ospitare questa grande riflessione di Giuman, artista poetico”.  La critica d’arte, Pesola ha spiegato come “il progetto, nato specificatamente per questo luogo, segua un importante percorso artistico, fondato sulla regola benedettina del silenzio, qui reso vivo, tangibile, vibrante dall’opera dell’artista. Giuman rievoca quell’arte che va verso un pensiero spirituale e lo fa usando il vetro come materia predominante”.

La mostra Silentium raccoglie sia la documentazione di progetti e realizzazioni di opere di arte sacra del suo percorso artistico, sia opere ispirate proprio dal luogo sacro in cui è ospitata: apoteosi del silenzio, dove ognuno di noi può trovare il proprio concetto di bellezza e sacralità. Le opere sono realizzate con diversi materiali e tecniche quali pittura a gran fuoco su vetro, vetrofusione, olio su tela, olio su tavola, bozzetti e fotografie.

La personale è promossa in collaborazione con i Piccoli Fratelli di Jesus Caritas discepoli di Charles de Foucauld, che abitano e custodiscono l’Abbazia, e con l’Associazione Amici dell’Abbazia di Sassovivo, Alla conferenza stampa oltre all’artista, erano presenti Roberta Taddei, presidente Associazione Amici dell’Abbazia di Sassovivo; Antonella Pesola, critica d’arte e presentatrice della mostra; Emidio De Albentiis, direttore Accademia Belle Arti di Perugia.

L’ABBAZIA DI SASSOVIVO

Luogo della Diocesi di Foligno, sorge a un’altitudine di 565 m. s.l.m., arroccata su uno contrafforte appenninico da cui si gode una vista panoramica su Foligno e sulla Valle Umbra, ed è una delle più antiche testimonianze della presenza benedettina in Umbria. Fondata intorno al 1070 è caratterizzata da un pregevole chiostro cosmatesco realizzato nel 1229 del maestro romano Pietro De Maria, un trionfo di rari marmi antichi inserito in un contesto ambientale unico. Nel refettorio del monastero è presente un affresco con l’Ultima cena del XVI secolo e nella Loggia del Paradiso vi sono affreschi del XIV secolo. E’ un luogo di meditazione e pace, da cui si diramano dei sentieri di origine medievale che attraversano il meraviglioso bosco che circonda l’Abbazia.

Naighi

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