Moon in June espande il suo progetto ai comuni lacustri: in programma i big Patti Smith, Max Gazzè e Beth Orton

PERUGIA – Patrizia Marcagnani da sempre appassionata di bossanova, passione per la quale spesso battibeccava con Sergino Piazzoli l’ha detto a chiare note: “Per fare un buon festival bisogna pur prendere decisioni, spesso affini ai propri gusti, ma forse più spesso contro”. Come dire, bisogna saper usare anche coraggio nel progettare un festival. Patrizia da Sergino ha ereditato fiuto e un gusto che va ben oltre la sola bossanova, ma anche quel senso manageriale indispensabile per rompere i soliti schemi e allo stesso tempo far quadrare i conti.

Così dal 2015 ad oggi, in soli sette anni, è riuscita a realizzare quel piccolo sogno che condivideva con Sergio Piazzoli prima della scomparsa, vale a dire sancire quel patto di ferro tra bellezze paesaggistiche del Trasimeno e musica di qualità. Da Isola Maggiore, da dove è partita, Moon in June, il festival che evoca i tramonti di inizio estate del Trasimeno – che alcuni dicono siano i più belli al mondo – annette l’intera area del lago e con il supporto diretto della Regione e quello dei Comuni coinvolti presenta un programma di tutto rispetto che passa da Patti Smith a Castiglione del Lago – di cui si è già scritto molto e pare che siano già in esaurimento le prevendite, a Max Gazzè a Isola Maggiore di cui si prevede già la pacifica invasione di ben oltre le mille persone, limite massimo di capienza del parco, a Beth Orton a Passignano nell’unica data italiana la cui eco risuona anche in Italia soprattutto tra gli utenti delle serie tivù più celebri: Felicity, Streghe, Dawson’ Creek e Grey’s Anatomy oltre ai film Vanilla Sky e Il divo che hanno adottato molti suoi brani come colonne sonore.

Ma addentrandosi nel programma, al di là dei grandi nomi, si scoprono altre scelte che indicano quel mix di fiuto e gusto di cui parlavamo. A cominciare dall’omaggio di Bob Dylan sempre a Isola Maggiore a cura di Billy Shaker con i suoi Infidels tra cui spicca la chitarra di Toti Panzanelli; per passare a Petra Magoni con l’arciliuto di Ilaria Fantin in un concerto-racconto che passa da Sinéad O’Connor a Fabrizio De André, da Domenico Modugno a Joni Mitchell e i Deep Purple. Non basta, perché ad arricchire il valore aggiunto di Moon in June oltre al recital di Francesco Bianconi (Baustelle) “Pinocchio!” tratto dalle musiche che Fiorenzo Carpi ha scritto per lo sceneggiato del 1972 “Le avventure di Pinocchio” ed eseguite dagli Esecutori di Metallo su Carta diretti di Marcello Corti, il fil rouge del fiuto di Patrizia Marcagnani lega anche “Inchiostro”, il progetto della giovane Anna Panzanelli – testi e poesie – e musicato da alcuni tra i migliori musicisti umbri: l’arrangiatore e bassista Ruggero Bonucci, i pianisti Nicodemo Destito e Manuel Magrini, il chitarrista Toti Panzanelli e i batteristi Rocco Panzanelli e Nicola Pitassio. Nella band che eseguirà i brani di Inchiostro a San Feliciano figura anche Pietro Mirabassi, sassofonista di “sangue blu” e figlio di Gabriele Mirabassi e Francesca Rossi di cui già si parla un gran bene. Lo stesso Gabriele Mirabassi che sarà insieme a Flavio Boltro in un duo tromba-clarinetto per un concerto che omaggia le composizioni di un altro grande umbro: Ramberto Ciammarughi. In linea con le decisioni “contro” di Patrizia Marcagnani ci sono anche i vari sindaci lacustri da Sandro Pasquali (l’importanza di fare squadra) a Matteo Burico, il quale Burico sottolinea come investire in cultura, oltre a rappresentare un forte volano di valorizzazione del territorio, presuppone delle scelte e spesso i sindaci sono messi di fronte al problema se tappare qualche buca in più o destinare quelle risorse alla cultura. Insomma, Patrizia ha scoperto le sue carte che hanno raccolto il gradimento dei borghi e delle cittadine del lago Trasimeno nella più ampia partita della valorizzazione e della promozione del territorio, tanto che qualcuno al termine della conferenza stampa ha lasciato sottintendere che la stessa Marcagnani potrebbe essere la candidata ideale per il passaggio del testimone in Umbria Jazz, una volta che Carlo Pagnotta decidesse di cedere il passo. Un’idea e una proposta da far tremare i polsi e i palazzi perugini del potere.

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