Umbria jazz, 49 anni tra spettacolo e musica contemporanea

PERUGIA – Questa mattina la Galleria nazionale dell’Umbria alza il sipario sulle nuove sale dopo i lavori di ristrutturazione tanto attesi. Si prepara dalla prossima settimana ad accogliere i concerti di Umbria Jazz come è ormai tradizione da anni a questa parte. Ecco, la Sala Podiani segna quella sottile linea di confine tra il jazz d’ascolto in buona compagnia con i concerti che si svolgeranno al teatro Morlacchi e la musica – con le dovute eccezioni – che più si avvicina a una forma ad alto tasso di spettacolarità, anche in base al livello di popolarità che negli anni hanno ottenuto i diretti protagonisti. Spettacolare ad esempio sarà il concerto del quintetto di Herbie Hancock con Terence Blanchard (che Umbria Jazz ricorda quando era ancora allievo di Art Blakey nella sua orchestra negli anni Novanta) e Lionel Loueke chitarrista di grande talento; spettacolare e raffinato sarà il concerto della biondissima e intensa Diana Krall  anche lei nei ricordi di Umbria Jazz sin dal 1996 che nel corso degli anni ha saputo conquistare una sua popolarità e quello della lady del jazz Dee Dee Bridgewater con un progetto dedicato alla sua città natale Memphis, ma soprattutto ad alta intensità di spettacolarità sarà il concerto del duo Jeff Beck e Johnny Depp su cui è concentrata l’attenzione dei media. Johnny Depp è preceduto dalla sua fama di attore un po’ maledetto e dal gossip che lo ha visto protagonista nel processo per violenze sulla ex moglie Amber Heard dal quale, tra l’altro è uscito indenne. Jeff Beck rappresenta invece un po’ la storia della chitarra contemporanea, sperimentatore mai stanco e icona indomita della migliore sei corde. Questo duo suscita molta curiosità sia in merito alle qualità musicali di Depp che per l’interplay che i due sapranno creare sul palco dell’Arena Santa Giuliana. Ma parlare di Umbria Jazz e dei suoi protagonisti presenta sempre il rischio di dimenticare qualcuno. Posta la distinzione tra concerti per il grande pubblico che si svolgono all’arena e quelli tra la Sala Podiani e il teatro Morlacchi, va detto che i luoghi di Umbria Jazz sono aumentati di numero in linea con quell’idea di far vivere per dieci giorni il contro cittadino di musica. Innanzitutto c’è da registrare che per quanto riguarda i concerti gratuiti che vivacizzano l’acropoli, ai tradizionali Giardini Carducci e piazza IV Novembre, va aggiunta Piazza Matteotti, ma interessanti concerti notturni si estenderanno sino a via della Viola con un alto tasso di mood da jam session. Ma addentrandosi meglio nel programma di Umbria Jazz nell’espressione di quel jazz che è entrato di diritto nella storia della musica contemporanea, quel jazz di ricerca che ne amplia sempre di più i confini di musica totale e globale, come detto vedrà i suoi “templi” nella Sala Podiani e al teatro Morlacchi. Cominciando dagli italiani da segnalare le solo performance di pianoforte (Franco D’Andrea, Alessandro Lanzoni, Mathis Picard, Giovanni Guidi) e la solo performance di vìolino di Anais Drago, grande rivelazione del jazz italiano e resident artist che sarà possibile ascoltare in più occasioni nel corso di Umbria Jazz. Solo performance di chitarra, il brasiliano Pedro Martins, anche lui nuova rivelazione del jazz e resident artist. Poi Fred Hersch, il pianista “più innovativo dell’ultimo decennio”. Quindi Francesco Bearzatti  e Federico Casagrande  (sax e chitarra), Gabriele Mirabassi  e Simone Zanchini (clarinetto e fisarmonica), Luca Aquino e Natalino Marchetti (tromba e fisarmonica), Alice Ricciardi e Pietro Lossu (voce e pianoforte).  Al Morlacchi Enrico Rava Edizione Speciale, band costituita tre anni fa per l’ottantesimo compleanno di Rava; il ritorno di Doctor 3, a 25 anni dalla fondazione. Paolo Fresu e la first lady del jazz italiano, Rita Marcotulli, incontrano uno dei maestri della musica brasiliana, Jaques Morelembaum. Poi Dado Moroni con la napoletana Eleonora Strino e la cubana Yanara Reyes McDonald. Meeting al vertice nella band di Charles Lloyd, con un maestro della chitarra moderna, Bill Frisell. Inside Straight è il quintetto di uno dei più influenti jazzman dell’era moderna, Christian McBride; mentre è grandissima la reputazione del nuovo trio di Vijay Iver. Poi Kurt Elling e Charlie Hunter Hunter Infine, Immanuel Wilkins, sassofonista rivelazione, astro nascente del jazz contemporaneo.

Per il resto e tornando all’arena ecco gli Incognito, che dopo 35 anni resta una sigla peculiare del nu soul inglese e Christone “Kingfish” IIngram di cui si parla come il nuovo talento della chitarra blues. Quindi la vocalità raffinata di Marisa Monte; il samba trascinante di Gilberto Gil che porta sul palco figli e nipoti, la sua famiglia di musicisti. Ecco ancora i Cimafunk, ovvero la sintesi di tradizioni e nuove tendenze nell’isola di Cuba; il prodigioso Gonzalo Rubalcaba e Aymee Nuviola.  E ancora l’iconico Tom Jones, una delle più belle voci di sempre; Joss Stone, pop sofisticato e soul; Jamie Cullum, songwriter di classe, cantante, compositore e pianista dall’anima jazz. Funk di qualità con Cory Wong, fenomeno del momento, sintesi inestricabile di jazz, rock, soul, funk, di grande energia e i Funk Off che salgono sul palco e incontrano Mark Lettieri, uno dei chitarristi di Snarky Puppy.

Anche se la pandemia continua a destare qualche preoccupazione, Umbria jazz 2022 compie i suoi 49 anni libera dalle ristrettezze dei due ultimi anni.  Unico vincolo che rimane al pubblico di Umbria Jazz dopo le ristrettezze del Covid è quello delle Circolare Gabrielli che prevede il transennamento delle aree dei concerti e le relative via di accesso e di fuga, oltre al rispetto di tutta una serie di condizioni di sicurezza per lo svolgimento degli appuntamenti musicali. Per il resto Umbria Jazz, come detto, sarà libera persino delle mascherine e libera di suonare la musica che vuole.

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