A 10 anni dalla scomparsa sarebbe bello dedicare a Giuseppe Maria Nardelli un moderno "hortus conclusus"

PERUGIA – Il 10 maggio 2010 moriva Giuseppe Maria Nardelli. Laureato in Farmacia e Biologia è stato docente universitario di etnobotanica all’Ateneo di Perugia.  Era anche un grande divulgatore del suo sapere scientifico, è stato del resto anche giornalista e corrispondente Ansa per oltre 30 anni. A lui subito dopo la morte è stato dedicato il “Progetto di studio professor Giuseppe Maria Nardelli” giunto al decimo anno di vita.

Il professor Giuseppe Maria Nardelli

Ad oggi il progetto ha fruttato la schedatura e ordinamento completi del suo Archivio privato di storia della scienza composto da oltre 100 buste archivistiche, tra i pochi esistenti in Italia con queste caratteristiche.
Nei piani sarà notificato entro il 2020 quale archivio di rilevante interesse storico sotto l’egida della Soprintendenza archivistica di competenza. In questo modo saranno disponibili migliaia di pagine di studi, documenti, immagini interdisciplinari ancora estremamente attuali, da sviluppare, ad opera di studiosi specializzati e studenti universitari.  
Sono poi oltre 10 i lavori postumi pubblicati e moltissime le comunicazioni accademiche tenutesi presso atenei italiani e in vari contesti culturali accreditati. 
Prezioso il lavoro della professoressa Patrizia Biscarini che in una nota stampa Giuseppe Marino Nardelli ringrazia per la dedizione.
“La figura dello studioso ed il progetto a lui dedicato in questi anni – si legge – hanno ricevuto il plauso di vari  accademici afferenti a diversi atenei tra cui Perugia, Viterbo, Firenze, Roma, Bologna. Da subito la Deputazione di storia patria per l’Umbria, che sentitamente ringraziamo,  ha pubblicato la sua biografia ufficiale ed ospita gli sviluppi del Progetto di studio in una apposita sezione del proprio sito. Recentemente il Progetto dedicato allo studioso ha ottenuto  il  prestigioso patrocinio della Società italiana per il progresso delle scienze di Roma, SIPS. Inoltre il collaborativo e proficuo rapporto con le Istituzioni ha permesso che il Progetto ottenesse nel tempo il patrocinio del Comune di Gubbio, della Provincia di Perugia, della Associazione Nazionale Caduceo – ex allievi ONAOSI, dell’Ordine dei Giornalisti di Perugia, del Rotary Club Gubbio e del Rotary Perugia Trasimeno. La disseminazione scientifica della figura dello studioso in seno al Progetto è avvenuta in Scienza e Tecnica ed anche negli Atti della Accademia italiana di storia di farmacia AISF e recentemente nei Rendiconti della Accademia delle Scienze di Roma detta dei Quaranta. La copiosa rassegna stampa vanta tra gli altri una prima pagina in Ansa Umbria e presso Agenzia Stampa Italia. Grazie anche a questo tipo di diffusione in questi anni la consultazione dell’ archivio privato e delle sue pubblicazioni è avvenuta con differenti scopi ad opera di illustri studiosi (tra cui: A. Standardi – Università di Perugia, G. Moormann – Università di Warwick, P. Castelli – Università di Ferrara, A. Luongo – Università di Pisa). 
Per l’immediato futuro l’obiettivo sarà quello di costituire una Associazione culturale o meglio una Fondazione se le risorse lo permetteranno, per gestire il patrimonio culturale e salvaguardare la memoria del personaggio. Gli eredi, essendo trascorsi i 10 anni dalla scomparsa, fanno appello alle Amministrazioni interessate rendendosi disponibili  alla completa ristrutturazione botanica di un’ area verde da arredare con erbe officinali o meglio da trasformare in un “moderno hortus conclusus” dedicato alla memoria di questo studioso ancora attuale”.

Redazione Vivo Umbria: