Addio Carla Fracci, indimenticabile Giselle, straordinaria interprete con Nureyev e Baryshnikov, donna piena di eleganza e grazia

Nelle ultime 48 ore le condizioni di Carla Fracci si sono pesantemente aggravate: l’ètoile della danza soffriva da tempo per un tumore. Si è spenta nel riserbo e nell’eleganza che l’hanno sempre contraddistinta.
Straordinaria la sua carriera che l’hanno vista esibirsi con i più grandi, da Nureyev a Baryshnikov. Punto di arrivo di una carriera straordinaria, quasi da fiaba: figlia di un tranviere con ostinazione e lavoro è diventa la più famosa ballerina del mondo.
Entrata nel 1946 alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, dove studia tra l’altro con Esmée Bulnes e Vera Volkova, si diploma nel 1954. Il vero debutto sul palco del Piermarini nel 1955 che si rivela al grande pubblico, sostituendo Violette Verdy nella Cenerentola di Prokof’ev. Da qui inizia l’ascesa: dal 1958 diventa prima ballerina a soli 22 anni, l’anno dopo viene invitata al Royal Festival Hall, inizio di una carriera internazionale che la porta a solcare i maggiori palcoscenici e a fare parte delle più importanti compagnie del mondo. Dal 1967 diventa artista ospite dell’American Ballet Theatre, con i più eccelsi partner come Erik Bruhn, Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Gheorghe Iancu, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, gli italiani Amedeo Amodio, Paolo Bortoluzzi, e coreografi come Cranko, Dell’Ara, Rodrigues, Nureyev, Butler, Béjart, Tetley e molti altri. Oltre ai popolarissimi Lago dei cigni, Lo schiaccianoci, diventano suoi i ruoli romantici, come quelli di Giulietta, la Swanilda di Coppelia, Francesca da Rimini: in Giselle soprattutto la Fracci troverà  la sua massima espressione e compenetrazione:  resta infatti iconica e nella mente di tutti perché ne incarna e rappresenta la leggerezza e grazia.
Partner fondamentali restano Erik Bruhn, che le schiude le porte degli Stati Uniti, e Rudolf Nureyev con cui forma una coppia leggendaria. Interprete d’elezione dei grandi balletti romantici e delle nuove versioni dei classici create da Nureyev, Fracci è anche dedicataria alla Scala di un numero imponente di nuove coreografie pensate per lei, da Sebastian di Luciana Novaro a La strada di Nino Rota e Mario Pistoni, Pelléas et Mélisande e Images d’Ida Rubinstein di Beppe Menegatti, fino a Chéri di Roland Petit (danzato per l’ultima volta alla Scala nel 1999 con Massimo Murru), e carismatica interprete dei balletti incastonati nelle opere inaugurali di Stagione: da Guglielmo Tell ai Vespri Siciliani e La Vestale, oltre che protagonista della rinascita di Excelsior con la regia di Pippo Crivelli. Proprio nella parte della Luce in Excelsior Carla Fracci ha calcato per l’ultima volta il palcoscenico del Piermarini nel 2000.
Nel gennaio 2021 Carla  Fracci è tornata alla Scala su invito del Direttore del Ballo Manuel Legris per preparare le coppie di interpreti della ripresa di Giselle (Nicoletta Manni con Timofej Andrijashenko e Martina Arduino con Claudio Coviello) in due masterclass trasmesse dai canali social del Teatro e riprese nell’ambito della docuserie ‘Corpo di Ballo’ trasmessa su RaiPlay e Rai5.

Redazione Vivo Umbria: