Compagnia #SIneNOmine al Due Mondi: “Sogno di una notte di mezza estate” alla Casa circondariale di Maiano

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SPOLETO -Il film di Antonio Albanese “Grazie ragazzi” ha dato un contributo importante per portare alla grande platea cinematografica una tematica importante relativa a quanto e come l’attività teatrale può fare dentro un carcere.

Ovviamente in concreto, e non in celluloide, c’è chi lo ha dimostrato anni orsono, si è soliti fare riferimento al 1988 e all’esperimento di Armando Punzo che diede vita all’esperienza della Compagnia della Fortezza nella casa di reclusione di Volterra.

Armando Punzo

Il Festival di Spoleto dal 2013  ospita ogni anno una  produzione di #SIneNOmine. Giorgio Flamini, regista e direttore artistico della Compagnia, porta infatti il teatro in carcere come strumento di crescita e inclusione della persona. Grazie alle misure alternative concesse dal magistrato di sorveglianza e dalla direttrice della Casa di Reclusione di Maiano di Spoleto si è permesso ad alcuni detenuti di esibirsi con la Compagnia in tutto il Paese (Roma, Torino, Genova, Chieti, Calcata, Matera, Firenze, Foligno e Terni).

Anche per questa sessantaseiesima edizione del Due Mondi, è stato allestito uno spettacolo che andrà in scena il 5 e 6 luglio. Si tratta di un libero adattamento di “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, e protagonisti saranno appunto i  detenuti della media e dell’alta sicurezza della Casa di Reclusione di Maiano.

LO SPETTACOLO

Nella Notte di San Giovanni, all’interno del carcere umbro ora sotto incantesimo, fate e folletti
attraversano l’inamovibile porta di ferro della struttura di detenzione per approdare in un’altra
dimensione: lo spazio e il tempo dei sogni, chiamando tutti a riflettere sul “fuori” e il “dentro” del muro che esclude. Alcune scene dello spettacolo sono state presentate in forma ridotta nella
performance OPEN AND CLOSED DREAM al XXXV Salone Internazionale del libro di Torino.

#SIneNOmine

Nasce nel 2012 sulla scia dell’esperienza della pièce andata in scena nel 1982 al Festival di Spoleto “Sorveglianza Speciale” di Jean Genet, drammaturgo francese che trascorse grande parte della sua vita in carcere. Il laboratorio teatrale, partito inizialmente con la partecipazione di 15 detenuti, ha oggi superato i 100 partecipanti di ogni età e nazionalità e provenienti da vari circuiti di sicurezza che svolgono diversi ruoli: dal drammaturgo all’attore, dall’aiuto scenografo, all’addetto audio-video.

IL REGISTA-FONDATORE

Giorgio Flamini

Giorgio Flamini, regista, architetto, scenografo e docente dall’Istituto Sansi Leonardi Volta all’indirizzo liceo artistico carcerario – nonché fondatore e direttore artistico della Compagnia – da oltre 25 anni si occupa di percorsi di recupero e reinserimento sociale post-pena. Afferma: “Il teatro in carcere è un’esperienza di cruciale importanza, non solo sul piano artistico ma anche “trattamentale”: il 75% delle persone che hanno fatto dei percorsi culturali non ritornano alla recidiva. Qui i detenuti si scambiano di ruolo, collaborano; è un’opportunità per invertire il loro status”.

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L’ingresso allo spettacolo è consentito esclusivamente a un pubblico maggiorenne. Viste le necessarie operazioni di controllo, per partecipare sarà necessario indicare all’indirizzomail festival.cr.spoleto@giustizia.it la data dello spettacolo a cui si intende assistere (mercoledì 5 o giovedì 6 luglio 2023) e i propri dati anagrafici (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, numero di telefono) entro sabato 1º luglio 2023.

Riccardo Regi: Direttore di Vivo Umbria, Perugino, laureato in Lettere, giornalista professionista dal 1990, vice direttore dei Corrieri Umbria, Arezzo, Siena, Viterbo, Rieti per 18 anni.