Fondi pensione aperti e Fondi pensione chiusi: quali i rispettivi vantaggi?

Quando si parla di Fondi pensione, bisogna innanzitutto capire perché questi strumenti di risparmio finalizzati all’integrazione pensionistica e a colmare il gap tra pensione pubblica e ultimo reddito percepito dai lavoratori, sono così importanti. In Italia esiste un’emergenza che riguarda più di una generazione. Tutti ne parlano, ma in pochi scelgono di prendere azioni concrete: si parla della pensione. Che la pensione sia un problema crescente è ormai un fatto accettato da tutti: coloro che andranno in pensione nei prossimi anni, infatti, devono fare i conti con una realtà di età pensionabile in costante aumento e di un gap salariale sempre più importante.
Le più recenti riforme pensionistiche e la crisi di inizio 2020  hanno creato sempre più richiesta da parte dei  lavoratori per forme previdenziali alternative. Tra queste le più popolari sono i Fondi pensione aperti e i Fondi pensione chiusi. Molti lavoratori scelgono poi di affiancare a queste soluzioni anche dei Piani di accumulo come possibile alternativa. Investire con un Piano di accumulo significa incrementare gradualmente il proprio investimento, contribuendo a esso con versamenti periodici. Si tratta di una soluzione ideale per chi volesse investire con un obiettivo di lungo termine.
I Fondi pensione aperti si caratterizzano dal fatto che chiunque può aderirvi, indipendentemente dalla propria categoria lavorativa di appartenenza, compresi i non lavoratori o i fiscalmente a carico. Inoltre, sono appunto “aperti” sia alle adesioni individuali, sia alle adesioni collettive (quelle conseguenti a specifici accordi con il datore di lavoro o le rappresentanze sindacali). I Fondi pensione chiusi, invece, vengono detti così in quanto l’adesione è riservata solamente a specifiche categorie di lavoratori. I fondi pensione chiusi sono istituiti da accordi o contratti collettivi di lavoro e ammettono solo adesioni in forma collettiva dei lavoratori a cui i contratti o accordi collettivi istitutivi dei fondi stessi fanno capo.
Una volta individuato e aderito al fondo pensione più adatto alla proprie esigenze è possibile attivare un piano di versamenti di cui scegliere liberamente l’importo e la frequenza sulla base dei propri obiettivi e disponibilità economiche oppure, non impostare a priori un piano di versamenti e di anno in anno contribuire liberamente al fondo pensione. I versamenti, inoltre possono anche essere sospesi e ripresi in qualsiasi momento.
Ma quale tipo di Fondo pensione scegliere? I fondi pensione aperti, come i Piani Individuali Pensionistici, sono strumenti di previdenza complementare destinati sia a singoli lavoratori che a categorie specifiche. I principali vantaggi di questi strumenti sono i benefici fiscali propri della previdenza complementare, che diventano accessibili a ogni lavoratore sulla base di una libera scelta e non sull’adesione a una determinata categoria. I Fondi pensione chiusi, come suggerisce il loro stesso nome, si rivolgono a una ristretta cerchia di lavoratori. Per potervi accedere è necessario far parte di una determinata categoria. Il vantaggio di questo tipo di fondo pensione integrativo consiste proprio nel rivolgersi a maestranze della stessa tipologia. In questo senso spesso è previsto che il datore di lavoro contribuisca con una percentuale alla crescita del fondo. I Piani di accumulo, anche noti come PAC, non sono dei veri e propri sistemi di contribuzione complementare, ma possono per loro natura collocarsi nello stesso raggio d’azione garantendo inoltre rendimenti maggiori e una flessibilità in grado di rispondere alle esigenze dei lavoratori di oggi.
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Redazione Vivo Umbria: