Giano dell’Umbria: chiudere “Frigolandia” sarebbe uccidere l’immaginazione

 

GIANO DELL’UMBRIA – Frigidaire è stato un magazine del migliore fumetto italiano e internazionale degli anni Ottanta. Da Frigidaire sono passati tutti i più grandi fumettisti italiani, compresi Stefano Tamburini e Andrea Pazienza che in quegli anni – fine Settanta e inizio Ottanta – cercarono e trovarono nuove modalità di comunicazione con le fasce più giovani e più ribelli della popolazione. Provocatori e immaginifici, i fumetti di Frigidaire passavano dalla satira politica, arguta e pungente, alle scene da science fiction di Moebius, da androidi che usavano come droga il Vinavil alla descrizione con tratti icastici della dissociazione che cominciava a caratterizzare la vita contemporanea. Frigidaire è stato un progetto pilota per la creazione di un vero laboratorio creativo che in seguito trovò sede nel contesto naturale dei boschi e delle colline umbre. A Giano dell’Umbria, soprattutto ad opera di Vincenzo Sparagna, cominciarono a riunirsi i creativi provenienti soprattutto da Roma. Presto la progettualità del collettivo si manifestò con Frigolandia, un parco dove convivono varie forme d’arte compresa quella del coinvolgimento di chi esercita ancora il potere della fantasia, bambini compresi. A Frigolandia sono già passate quattro generazioni di artisti, ma anche di giornalisti e fotografi che hanno approfondito temi come il giornalismo di inchiesta, la satira, le contraddizioni del potere e soprattutto hanno alimentato l’immaginario collettivo con le tecniche artistiche più varie.

Ora Frigolandia rischia di chiudere i battenti. Infatti il comune di Giano dell’Umbria, l’11 marzo scorso, in piena emergenza covid, ha emesso un’incredibile ordinanza di sgombero di una proprietà immobiliare affidata dal 2005, a titolo oneroso con un contratto di convenzione, a Frigolandia srl. Contro questa ordinanza Frigolandia ha presentato ricorso al Tar, ma la questione non può essere affidata alla sola disputa giuridica.
Frigolandia, idealmente la terra di Frigidaire, “Repubblica della fantasia”, “Accademia delle invenzioni”, “Città immaginaria dell’Arte Maivista”, una definizione inventata nel 1985 da Andrea Pazienza e Vincenzo Sparagna – continua ancora – è un polo culturale della creatività, un Museo, una Biblioteca e un Archivio vastissimo che conserva, oltre a libri e riviste rare, circa 4mila opere dei maggiori autori italiani ed europei di satira, fumetto, illustrazione e arte degli ultimi decenni”. Frigolandia è stata visitata negli anni da migliaia di giovani, famiglie, ricercatori e studiosi di ogni parte d’Italia e del mondo moltiplicando anche l’afflusso turistico sul territorio umbro. Un appello/petizione per salvare Frigolandia lanciato su Change.org ha raccolto fino a oggi già 16mila firme.

“La minaccia di sgombero è tanto più assurda in quanto Frigolandia non riceve contributi pubblici – è scritto in una nota di protesta – paga regolarmente il canone previsto dal contratto e svolge un’intensa attività con la pubblicazione di riviste e libri, la produzione di video, l’organizzazione di mostre ed eventi culturali in tutta Italia. La scomparsa di Frigolandia distruggerebbe una delle più originali esperienze artistiche e giornalistiche europee. Significherebbe l’interruzione del suo intenso lavoro editoriale e la dispersione della Biblioteca e del prezioso Archivio, oggetto di numerosissime tesi di laurea italiane e di studi specialistici anche nella prestigiosa Università di Yale nel Connecticut. Sarebbe un danno irreparabile e un vero crimine culturale”.  Un appello al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini e firmato, tra gli altri, da Achille Bonito Oliva, Paolo Flores d’Arcais, Nicola Lagioia e Antonio Scurati contro la chiusura di Frigolandia, cita l’importante funzione culturale che la struttura possiede. Oltre a essere museo, archivio e biblioteca, è pure un laboratorio – scrivono i firmatari dell’appello – che dà voce a giovani scrittori, illustratori, fumettisti, videomaker, fotografi e musicisti i quali continuano l’opera di quanti hanno contribuito alla sua nascita. In questo senso Frigolandia dovrebbe essere protetta come museo, archivio e biblioteca, ed essere subito inserita tra i Luoghi del Contemporaneo riconosciuto dal suo ministero”.

(Ringraziamo Quattro Colonne e Antonella Spinelli per il video)

Claudio Bianconi: Arte, cultura, ma soprattutto musica sono tra i miei argomenti preferiti. Ho frequentato il Dams (Scienze e Tecnologie delle Arti, dello Spettacolo e del Cinema). Tra i miei altri interessi figurano filosofia; psicologia archetipica; antropologia ed etnologia; fotografia-video; grafica, fumetti, architettura; viaggi.