La troupe Rai di Uno Mattina a Leonessa per raccontare storia e fascino del Palio del Velluto

LEONESSA – La città laziale in questi giorni celebra la festa del suo San Giuseppe, in tono pacato a causa della pandemia ma non si arresta la sua voglia di farsi conoscere dal grande pubblico. Infatti le telecamere di Uno Mattina sono approdate nella fredda mattinata di martedì al chiostro di San Francesco per pubblicizzare l’evento clou dell’anno ossia Il Palio del Velluto, la singolar tenzone, che si svolge qui, ogni anno, nel mese di giugno in concomitanza con la festa patronale dei Santi Pietro e Paolo.

Nel suggestivo chiostro della chiesa conventuale di San Francesco, Silvana Pasquali, presidente dell Ente Palio e  il direttore artistico Annamaria Pasquali, coadiuvate da alcuni membri dell’Ente, hanno organizzato  per questa occasione alcune scene rappresentative delle manifestazioni storiche del Palio: dalla corsa del pane  alla palla grossa, dai personaggi del corteo dei sesti con i loro bellissimi costumi fino al mostrare i prodotti tipici e i rappresentanti delle taverne.

Il Capitano del popolo, le sei madonne dei sesti, gli ecclesiastici e Margherita d’ Austria,  hanno fatto da apripista alla manifestazione della Rai seguitissima dal pubblico. Le riprese hanno visto impegnati regista e cameramen per tutta la mattinata. Bellissimo, come detto la location scelta per la trasmissione con ancora la presenza della neve, che in questi giorni è caduta abbondantemente sull’alto Lazio innevando il Terminillo.

Anche in questa occasione è doveroso parlare, anche se in breve, del complesso di San Francesco chiesa e convento. Fu il vescovo di Rieti Pietro Gerra nel 1285 voler la chiesa su spinta degli Angioini, sostenitori dell ordine francescano. I lavori terminarono nel 1296 con bolla del vescovo di Spoleto. Nel XV secolo la chiesa fu ampliata con due navate laterali e fu rimaneggiato il chiostro. La chiesa fu consacrata nel 1446 dal Vescovo di Spoleto Gaspare Conti. Ricchissimo al suo interno suppellettili e opere d’arte. Interessanti alcuni altari come quello della famiglia Antonelli del 1578, famiglia Dionisi 1582 e la cappella del presepe del 1503. Interessanti alcuni dipinti di Ercole Orfei di Fano, Pasquale Rigo da Montereale. Qui riposa il cavaliere Gerosolomitano Manlio. Il chiostro con pozzo centrale, portico a due ordini con archi e colonne. Nelle lunette frammentari affreschi XVI – XVII sec. All’ interno alcuni locali dell’ ex convento oggi sono adibiti per effettuare conferenze, cerimonie e museo. L’ alto campanile a base quadrata con melodiose campane così come la chiesa, sono in fase di consolidamento e manutenzione a causa dei danni provocati dall’ultimo evento sismico. Leonessa annovera altri monumenti importanti come le tante chiese, il Santuario di San Giuseppe, la chiesa di San Pietro ecc. Insomma un bel biglietto da visita per promuovere un territorio che ha molte potenzialità in ogni settore, merita di essere conosciuto e valorizzato.

Carlo Favetti: Nato a Ferentillo, ho pubblicato saggi d'arte, volumi di storia e libri di poesie. Ho collaborato con il Corriere dell'Umbria dal 1998 al 2010 e poi con il Il Giornale dell'Umbria. Nel 1993 ho fondato l'associazione culturale Alberico I Cybo Malaspina.