Musica a tutto tondo con lo Gnu Quartet per chiudere in bellezza Sangemini Classic. Il bilancio del direttore artistico Virna Liurni

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SANGEMINI – Dal simbolismo della musica classica con Mozart, Beethoven e Paganini, alla sua rivisitazione, al rock, alla musica degli anni ‘80. Protagonisti gli GnuQuartet  ovvero Roberto Izzo (violino), Francesca Rapetti (flauto), Raffaele Rebaudengo (viola) e Stefano Cabrera (violoncello), quattro grandi musicisti di formazione classica con una capacità e versatilità unica, accompagnati da un  batterista d’eccezione: Andy Bartolucci. Sul palco anche Virna Liurni che, al pianoforte, ha eseguito con loro “Origine” e “Il Tempo, titano indelebile”, brani che fanno parte del suo progetto di ispirazione ed accoglienza. Si è chiusa così davanti ad un piazza gremita di pubblico la ventunesima edizione di Sangemini Classic, piccolo-grande festival di vera arte – come lo ama definire il direttore artistico Virna Liurni – che, superando ogni ostacolo legato alla pandemia, ha segnato ancora una volta un momento importante delle attività culturale nel Ternano. Con Virna Liurni nel video il direttore di Vivo Umbria Riccardo Regi traccia un bilancio del festival di Sangemini.

 

Claudio Bianconi: Arte, cultura, ma soprattutto musica sono tra i miei argomenti preferiti. Ho frequentato il Dams (Scienze e Tecnologie delle Arti, dello Spettacolo e del Cinema). Tra i miei altri interessi figurano filosofia; psicologia archetipica; antropologia ed etnologia; fotografia-video; grafica, fumetti, architettura; viaggi.